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All’assalto di Sintermar attraverso Cpm

LIVORNO – Non sappiamo come sia andata in comitato portuale, lunedì sera. Perché, se era da prevedere – visti i precedenti – il no della commissione consultiva dell’Authority a Cpm e a Sintermar, in comitato i rapporti di forza sono differenti. I tempi di stampa non ci hanno consentito di aspettare le decisioni.

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Pare comunque che sia stato accuratamente evitato anche l’altro tema scottante, quello del segretario generale che vede ormai uno scontro dichiarato tra Gallanti (che vorrebbe Carena, magari tirando alle lunghe Gionfriddo) e porto ed istituzioni che si sono irrigidite su un livornese (Barbera, Semino, Roma: i nomi che ballano sono molti).

In commissione consultiva, come noto, in cinque contro quattro, ovvero con gli imprenditoriali favorevoli e i rappresentanti dei lavoratori contrari. È stato detto no alla Cpm per la movimentazione dei mezzi sbarcati in Sintermar per Grimaldi (e non solo). Nel mezzo le astensioni di Federico Barbera e Franco Bottari (rappresentante lavoratori APL/Cpm, la Cooperativa Porto Mediceo in cambio della rotura del monopolio di Unicoop aveva sottoscritto l’impegno ad incrementare l’organico di 12 persone (dalle attuali 5 unità a possibili 17), pur di poter svolgere il servizio di trasferimento auto per conto del committente Sintermar.

Il diniego a Cpm è stato motivato in commissione consultiva con la “scarsa affidabilità dell’impresa richiedente” e con il fatto che ad oggi non v’è un aumento del traffico auto tale da giustificare un ingresso di nuove risorse all’interno dell’ambito portuale. C’è chi ha letto il “niet” come un tentativo surrettizio di mettere in crisi Sintermar ed Elia con Grimaldi per far tornare le sue navi sotto l’ala della Cilp.

Porte aperte in consultiva – e probabilmente in comitato – invece, per la Jet Service SRL, che ha richiesto l’autorizzazione ad esercitare attività di smarcatura, controllo merce, riempimento e svuotamento contenitori, per i committenti Scotto e Bartoli. Tutti a favore, con l’eccezione di Barbera e Bottari, che si sono astenuti. A far propendere la commissione per il parere favorevole, l’impegno della Jet Service ad assumere gli otto dipendenti licenziati dalla Harbor Srl, impresa che ha ritirato la propria istanza per problemi societari.

Altro argomento caldo affrontato in consultiva, l’autoproduzione chiesta da Forship, la società della Corsica Ferries che gestisce il collegamento fra Livorno, la Corsica e la Sardegna. La Commissione – come spesso capita quando ci sono interessi relativi all’utilizzo dei portuali – ha preferito non esprimersi a riguardo, chiedendo tempo per ulteriori approfondimenti.

Subito accolta invece, in consultiva e probabilmente lunedì in comitato portuale, la richiesta riguardante il trasferimento dell’attività di movimentazione dei prodotti agroalimentari dal Terminal Alto Fondale al magazzino Reefer Terminal. Il sì da parte della ommissione è stato unanime ed è stato tenuto conto anche del fatto che i 17 lavoratori del Taf continueranno a lavorare per il nuovo soggetto con lo stesso rapporto di lavoro che avevano con il datore precedente.

L’ultimo sì della commissione è stato pronunciato per la Vesuvio Srl e per le attività di vigilanza esercitate per conto dei F.lli Bartoli.
Infine, va detto che durante le comunicazioni ai membri della commissione consultiva, il presidente Gallanti ha espresso il più profondo rammarico per la situazione di precarietà nella quale si trovano i 35 lavoratori dell’agenzia interinale Intempo, che oggi sono andati a trovarlo. «Sono ragazze e ragazzi che lavorano da sei, sette anni in condizioni assolutamente precarie – ha detto il numero uno di Palazzo Rosciano – questi lavoratori meritano da parte nostra e di tutta la comunità portuale il massimo sostegno e la massima attenzione». Per questo motivo, Gallanti si è impegnato a convocare l’Agelp per avere da loro un più ampio e approfondito chiarimento sulla vicenda. Ulteriore ipotesi prospettata, la possibilità di attivare corsi di formazione veramente qualificanti, compartecipati anche dall’Unione Europea, che potrebbero consentire a questi ragazzi di inserirsi meglio nel mercato del lavoro.

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Pubblicato il
27 Luglio 2011

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