Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Brindisi guarda all’idrogeno eolico

BRINDISI – L’iter per le autorizzazioni si metterà in moto a breve, il confronto con il territorio è avviato da tempo – scrive il quotidiano locale – a fari spenti e con la cautela imposta dalla portata del progetto. I numeri, innanzitutto: circa 80 torri di eolico off shore galleggianti, a una distanza tra 9 e 22 chilometri dalla costa al largo di Brindisi, capacità installata di 1,2 Gw, produzione annua pari a 3,5 Tw/ora (pari al consumo di un milione di utenze domestiche italiane). La proposta di investimento, denominata Kailia Energia, è di Falck Renewables in partnership paritetica con BlueFloat Energy: la prima è quotata in borsa, la seconda sviluppa parchi eolici in tutto il mondo.

In poche settimane in Puglia sono spuntate anche altre iniziative legate da un solo filo rosso (anzi, verde): la Green Hydrogen Valley, progetto di Edison, Snam, Saipem e Alboran per produzione di idrogeno da fotovoltaico, 300 milioni di metri cubi all’anno; l’avvio degli iter autorizzativi per parchi eolici off shore, due investimenti già nero su bianco e altri potrebbero presto aggiungersi, anche in questo caso con proiezione sulla frontiera idrogeno. Senza trascurare Tap: il gasdotto da 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno, approdo nel Salento, è operativo da mesi, il metano transita, e la società vuol battere anche le vie dell’idrogeno. Insomma – scrivono ancora i media locali – è sufficiente unire i puntini: la Puglia incrocia la rotta della transizione ecologica tracciata dall’Ue e consacrata dal Pnrr e può attestarsi tra le regioni capofila nella partita dell’idrogeno.

Non poco, nella terra dell’ex Ilva e della centrale Enel: la prima, a Taranto, potrebbe presto affrontare il complicato sentiero della produzione a gas; la seconda, a Brindisi, sta scandendo le tappe dell’addio al carbone e della riconversione, con traguardo al 2025. Restano le contraddizioni stridenti: gli oltre 400 progetti per produzione da rinnovabili parcheggiati in Regione, o una visione complessiva e “sistemica” talvolta carente. Nonostante proprio la Regione abbia candidato la Puglia a ospitare il “Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno”, previsto dal Pnrr. Arriverà una spinta decisiva sul concreto?

Pubblicato il
18 Giugno 2022

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio