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Autotrasporto, i giorni del caos adesioni a macchia di leopardo

Secondo Trasportounito c’è stata una grande partecipazione – Nei porti situazioni differenziate, ma il disagio si è sentito

Paolo Uggè

ROMA – Secondo Trasportounito, è grande l’adesione, superiore a qualsiasi aspettativa, al fermo nazionale dell’autotrasporto scattato alla mezzanotte di domenica. Assemblee territoriali si sono svolte a partire dalla stessa notte in varie regioni del paese e il numero delle imprese che hanno deciso di fermare i servizi ha continuato a crescere ora dopo ora.

“Proprio l’adesione – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – sta dimostrando la gravità della crisi in atto. Trasportounito, in quanto organizzazione autonoma e indipendente, si sta facendo interprete di un disagio che è reale e tangibile per le imprese così come per le famiglie dei tanti autotrasportatori che si stanno battendo per la sopravvivenza”.

Il tutto nonostante all’ultimo momento alcune delle sigle sindacali avessero optato per la revoca del fermo. Risulta che ci siano stati veri e propri picchettaggi di alcuni snodi autostradali da parte di camionisti decisi a bloccare tutti i colleghi.


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Nella prima giornata le zone più colpite sono state il Piemonte e la direttrice Roma-Napoli. Sono stati anche registrati blocchi a Capannoli, Sesto Fiorentino, Agrate Brianza e Cesano Maderno. All’inizio i porti hanno sofferto solo marginalmente del blocco e i servizi sono stati regolari sia a Genova che a Livorno. Si temeva tuttavia che la protesta potesse estendersi ancora, questa volta più a livello spontaneo che non “pilotata” dalle associazioni di categoria. Una situazione in sostanza molto fluida, e pertanto difficile da governare con contromisure.

Da parte sua la Cna-Fita, tra le prime associazioni “a dissociarsi da proclamazioni di fermo inconsistenti che mirano unicamente a strumentalizzare una disperazione latente per altri scopi”, invita gli autotrasportatori a non aderire e soprattutto ritiene opportuno che la presa di distanza sia chiara da parte di tutte le altre associazioni. “In queste ore la prima preoccupazione è per chi si sta trovando di fronte ad azioni violente che mettono a rischio l’incolumità di chi si trova per strada a lavorare. Ci risulta la presenza di frange estreme che stanno dando vita a tafferugli e scontri. La Cna-Fita invita quindi le forze dell’ordine al massimo controllo possibile per evitare incidenti. E’ chiaro che nonostante il Governo abbia dimostrato di voler risolvere questioni che si trascinano da troppo tempo, vi è qualche professionista dei fermi che cavalca la disperazione degli autotrasportatori per ragioni d’opportunità. Confidiamo nel Governo affinché sappia in futuro distinguere tra questi tribuni dell’ultima ora e chi cerca di lavorare fattivamente a soluzioni concrete”.

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Pubblicato il
25 Gennaio 2012

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