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Le rinnovabili al Propeller di Livorno

Nella foto: (da sinistra) Francesco Ruffini e Guglielmo Liberati.

LIVORNO – La stringente attualità del tema trattato nell’ultima conferenza del Propeller locale è stata dimostrata dalla dichiarazione rilasciata proprio nella stessa giornata da Angela Merkel relativamente alla svolta della Germania verso le energie rinnovabili. Il cancelliere tedesco proprio in quelle ore annunciava infatti la volontà di trasformare lo Stato nel primo grande paese industrializzato che compie la transizione verso l’energia rinnovabile cogliendone tutte le opportunità ovvero: tecnologia, sviluppo, posti di lavoro e, come prima conseguenza, faceva subito salire la quotazione dei titoli delle società del settore.

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L’argomento oggetto della conferenza è stato trattato dal dottor Guglielmo Liberati, già Capo Progetto della centrale solare termodinamica di Priolo entrata in funzione nel 2010 con l’innovativo sistema a sali fusi ideato dal professor Carlo Rubbia. Il dottor Liberati, fisico, ex docente, con numerose pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali al suo attivo, ricercatore Enel dal 1979 al 2010, oggi è consulente in campo energetico, socio fondatore oltre che vicepresidente del Forum Italiano dell’Idrogeno e coordinatore inoltre del comitato scientifico e tecnologico di ESTELA, l’associazione composta da una settantina di realtà economiche europee per sostenere l’emergente industria di energia solare termica. Il dottor Liberati ha da subito chiarito che fra le tecnologie nelle energie rinnovabili di cui oggi maggiormente si parla, ossia quelle derivanti dai sistemi fotovoltaico e dal termodinamico, quest’ultima è per molti aspetti la più importante e vi ha pertanto focalizzato l’attenzione. Oggi infatti l’energia solare può essere convertita in energia elettrica in modo diretto tramite cella elettrolitica (fotovoltaico), oppure indiretto – come nel termodinamico – utilizzando il calore del sole per riscaldare un fluido e produrre vapore il quale viene poi utilizzato per produrre energia elettrica tramite turbine. Il primo metodo è più semplice ma molto più costoso a causa della materia prima componente le celle, il silicio: il secondo è più complesso ma in grado di offrire un rendimento molto superiore.

Il dottor Liberati ha fatto poi una panoramica sia sui diversi sistemi del solare termodinamico (parabolici, a torre e a disco) che sulla loro diffusione nel mondo. Lo sviluppo del termodinamico in questi ultimi decenni va inserito in funzione dell’evoluzione dell’economia e della sensibilità ecologica. Questi due parametri sono stati fortemente condizionanti fin dal progetto della prima centrale avviata negli anni ’80 in Italia (progetto europeo Eurelios) i cui risultati non furono ritenuti soddisfacenti e fu chiusa giacché nel frattempo la crisi energetica iniziata nel ’73 era terminata ed il metodo utilizzato risultava antieconomico. Dopo 25 anni la Spagna ha costruito nuovi impianti dimostrando rinnovato interesse e concedendo anche incentivi per la costruzione. Anche in California negli anni ’80/90 furono costruiti, seppur con pochi incentivi, nove impianti con potenze diversificate. A dimostrazione della validità della tecnologia questi impianti, che sono attualmente i più grandi al mondo, sono ben funzionanti e generano ancora utili.

Il relatore ha poi spiegato l’importanza dell’“accumulo” che tali impianti consentono economicamente. Questo è infatti reso possibile nella fase termica, prima della conversione in energia elettrica, grazie ad una miscela di sali fusi che permette l’accumulo in grandi serbatoi di calore ad una temperatura fino a 550° prolungando la produttività dell’impianto anche per alcuni giorni. Proprio tale tecnologia, ideata dal professor Rubbia con Enea, è oggi rappresentata dall’impianto-esperimento di Priolo in provincia di Siracusa che sta dimostrando la sua validità.

L’immagazzinabilità dell’energia ha sempre rappresentato un atout a favore dell’uso inizialmente del carbone per poi passare agli idrocarburi e per finire in tempi più recenti con il propagarsi delle centrali nucleari. Gli incovenienti sono noti, principalmente i fattori di inquinamento che ne derivano. D’altra parte i vantaggi conseguenti alla economicità e possibilità di immagazzinamento hanno spesso giocato contro l’uso delle energie rinnovabili ancora non economiche e non ben gestibili. Lo sviluppo tecnologico illustrato dal dottor Liberati insieme all’allarme suscitato dai ripetuti incidenti (solo nell’ultimo anno l’inquinamento delle coste americane per la fuoriscita di petrolio dalla piattaforma marina e l’avaria della centrale atomica giapponese a seguito dello tsunami) stanno rapidamente cambiando le posizioni a favore del rinnovabile trovando l’incontro con la posizione dell’opinione pubblica, da sempre a favore dello sviluppo delle energie alternative.

La serata, scorsa rapidamente per l’interesse suscitato dal tema, si era aperta con l’accoglienza da parte del presidente Ruffini della nuova socia Susanna Sansoni, responsabile del personale della società Labromare, su presentazione del commendator Amerigo Cafferata.

Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
4 Giugno 2011

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