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Crociere, fanghi e sculacciate

LIVORNO – Adesso è diventato una specie di tiro al piccione: la Porto 2000 perde da 180 a 200 mila croceristi per il 2013, La Spezia spara titoloni su tutta la stampa nazionale (tra gli ultimi anche “Il Sole-24 Ore” ha affondato il coltello sulla piaga livornese), Costa Crociere risponde promettendo faville allo scalo ligure.
[hidepost]E a Livorno volano gli stracci per capire di chi è la colpa dei ritardi che hanno portato alla fuga delle navi da crociera, con tanto di accuse e contraccuse nei sindacati, nei partiti, nelle bocciofile e altro.
Quello che manca, a questo punto, sembra la più elementare delle prese di coscienza che sarebbe necessaria in casi simili: con un tavolo di analisi completo da parte di tutte le istituzioni su quanto non è stato fatto, ma specialmente quanto si può e si deve fare in tempi non storici. A chi spetta prendere l’iniziativa? Non sta a noi dirlo, ma trattandosi di un problema che coinvolge l’economia della città e più in generale della stessa Regione – è la Liguria che sta scippando alla Toscana la “porta” delle sue città d’arte – forse l’iniziativa dovrebbe partire dall’alto, coinvolgendo tutti i gradi istituzionali fino a quelle che sono titolari della “Porto 2000”. Siamo proprio sicuri che sia giusto il metodo di lasciare che si sviluppi alle calende il braccio di ferro tra Porto 2000 e Cilp sulla destinazione dell’Alto Fondale mentre la totalità delle istituzioni cittadine sta a guardare o al massimo balbetta?
C’è chi, a Livorno e da Livorno, accusa il presidente dell’Autorità portuale spezzina Lorenzo Forcieri di aver suonato trombe a campane per la sua nuova banchina delle crociere, fiancheggiato dal sindaco Massimo Federici. C’è da meravigliarsi della meraviglia: forse da persone concrete e capaci non avrebbero dovuto sfruttare l’occasione nata dall’incapacità di Livorno di parare botta?
Questo evento ci ricorda un’altra storica sconfitta livornese, quella sui containers. A suo tempo, quando La Spezia cominciava a scoprire gli “scatoloni” e Livorno era il primo porto del Mediterraneo (!) per questo traffico, ci fu chi disse che gli spezzini ci avrebbero fatto il solletico. E non era un bischero qualsiasi, bensì Italo Piccini, che era stato il demiurgo del nostro porto containers…Tanto poco pericolosa ci è sembrata La Spezia che le abbiamo ospitato anche i fanghi di dragaggio per approfondire la banchina con la quale ci sta portando via le crociere. Pagando, s’intende. Ma verrebbe da riciclare, da livornesi, l’antica massima: Timeo Danaos sed dona ferentes (temo i greci anche quando portano doni) trasferendola pari pari agli spezzini anche quando pagano. E quando poi non pagano nemmeno…
A.F.

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Pubblicato il
10 Aprile 2013

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