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Livorno, i tempi e i dubbi

Angelo Roma

LIVORNO – Il dibattito sempre più aperto sui tempi di attuazione del piano regolatore del porto ha portato ad intervenire con una sua analisi tecnico-economica molto dettagliata anche il comandante Angelo Roma, già responsabile di Zim per Livorno, candidato alla presidenza della Port Authority per il Comune, consulente per la Regione Toscana sui temi portuali ed attuale presidente di Assonautica della Camera di Commercio. Ecco la sua analisi.
Bisogna prima di tutto premettere che la stima tecnica economica degli interventi per la futura “Piattaforma Europa” (attuazione dell’intero Piano regolatore portuale 2012) individua un costo complessivo delle opere pari a 1.371.655.000 euro.
[hidepost]Da suddividere così: nella prima fase attuativa, 608,5 milioni; nella seconda fase 444,33 milioni; nella terza fase 318,825 milioni.
Bisogna tener presente anche un aspetto chiave della questione fondali: se le palancole in Darsena sono a meno 13 metri, è evidente che al massimo possiamo dragare fino a meno 12, altrimenti crolla la banchina.
I fondali a 12 metri, comunque, non servono ad alcuna nave di nuova – ripeto, nuova – costruzione al fine di entrare e/o uscire a pieno carico.
C’è un altro aspetto da considerare con estrema attenzione: quello delle dimensioni. Per poter fare entrare navi da 8 mila teus, bisognerebbe:
1) tagliare la Tripoli, al fine di allargare il bacino di evoluzione;
2) tagliare il canale alla Torre.
Da notare e sottolineare, che il taglio potrà avvenire, solo dopo aver fatto il microtunnel e spostati i tubi della raffineria e cioè, verso la fine del 2015.
Il tratto di canale dovrebbe essere largo 120 metri ed almeno 13 metri di fondale (tanto è inutile scavare di più, visto il pescaggio in Darsena).
A quel punto, finalmente, le navi da 300 metri (e 32 di larghezza) o da 306 (e 40 di larghezza) – cioè quelle che oggi scalano Livorno – potrebbero entrare ed uscire anche di giorno e di notte.
Bisogna tener presente anche cosa significa la perdita del traffico di “Med3” delle grandi compagnie asiatiche. Per Livorno i numeri sono questi: il traffico di China vale 4.185 teus, Costo 11.545 teus, Hanjin 15.284 teus, Kline 11.893 teus, Yml 14.593 teus. Al tirar delle somme stiamo parlando di circa 57:500 teus. Con i feeders quanti ne recupereremo? Forse 20-25 mila.
Voglio però invitare a fissare lo sguardo anche su altri elementi di prospettiva. Mi riferisco al fatto che nel 2015 entrerà in vigore la direttiva europea di utilizzare combustibile a basso impatto ambientale, ed in particolar modo nell’industria marittima. In Italia, allo stato, solo Livorno è pronto (Olt Offshore) a poter distribuire gas LNG. Sul lato sinistro della ormai ex-nave, si potrà rifornire l’unità navale chiamata “bunkerina” per poi distribuire il gas dove ci sarà richiesta (racchiuso, nell’ambito Genova, Savona, Civitavecchia, Sardegna) sia per uso terrestre che marittimo. Faccio notare che ho già visto reach-stacker (prototipo) lavorare con doppio alimentatore: nel prossimo futuro sarà la macchina di movimentazione containers per eccellenza.
Morale: le “cose” non cambieranno fino ad inizio 2016. Quindi: quando soffia il libeccio, non alziamo muri, ma mulini a vento.

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Pubblicato il
16 Aprile 2014

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