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Cambia (a metà) l’Immobiliare Porto 2000

E adesso forse può partire la sfida sempre rimandata del recupero del silos del Mediceo

LIVORNO – Con pochi riscontri stampa e nessun comunicato ufficiale, anche la società immobiliare della Porto 2000, nata per gestire autonomamente il patrimonio di immobili della consorella che gestisce i traffici passeggeri, ha tenuto la sua assemblea di bilancio: dove si è approfittato anche per alcuni cambiamenti al vertice, mantenendo la presidenza a Guido Asti – già presidente della Porto 2000 prima dell’ingresso in quest’ultima carica di Roberto Piccini – ma sostituendo Giorgio Gionfriddo con l’avvocato Matteo Paroli in rappresentanza della Port Authority, mentre la Camera di Commercio – socio di minoranza – ha riconfermato il suo segretario Pierluigi Giuntoli. Rinnovato anche il collegio dei revisori: sono entrati Antonio Bellesi e Giovanni Verugi mentre la Camera di Commercio nominerà a breve il suo fiduciario.
[hidepost]Poche notizie sul bilancio consuntivo, peraltro approvato. Si parla di un utile dopo le imposte di circa 70 mila euro, che è il residuo tra le entrate – quasi esclusivamente dagli affitti degli immobili sia alla Porto 2000 “operativa” sia ai vari uffici delle compagnie di navigazione – e le uscite, peraltro assai modeste perché personale e spese sono ai minimi termini.
Creata sotto la presidenza di Roberto Piccini, ufficialmente per scindere le proprietà dalla gestione dei traffici passeggeri (ma c’è chi dice anche per dare un riconoscimento alla buona gestione di Guido Asti), l’Immobiliare è attualmente sub judice tra i due azionisti (Autorità portuale e Camera di Commercio) sia per capire se rientrerà o meno nella privatizzazione ormai prossima, sia perché le è stata affidata anche la patata bollente della ristrutturazione e riutilizzo dell’ex silos sul Mediceo: un rudere che certo non è al top dell’immagine del Mediceo che sta per diventare un “marina” di lusso, né del porto delle crociere. Sul silos c’era anni fa un progetto, supportato dallo studio legale Angelo Mancusi, per la trasformazione in albergo e maxi parcheggio auto: un progetto caparbiamente sostenuto per anni ma sempre osteggiato in particolare in Comune, finché è evaporato. La Porto 2000 Immobiliare, che oggi è proprietaria del silos. è stata più volte sollecitata a un intervento di risanamento e di riuso. Per quanto protetto dalle Belle Arti (!?) il vecchio silos potrebbe essere totalmente ristrutturato all’interno per uffici panoramici pubblici e privati; e abbattendo la parte aggiunta sul retro (non vincolata) potrebbe restituire importanti aree di piazzale al porto. Se n’è parlato negi vari contatti tra istituzioni alla vigilia dell’assemblea, insieme all’ipotesi di “restituire” l’Immobiliare alla società-madre per aumentare il valore della privatizzazione. Ma niente a livello ufficiale e con molte variabili del gossip portuale che sempre circonda queste problematiche.
A.F.

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Pubblicato il
30 Aprile 2014

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