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Ricompattare gli italiani per combattere il terrorismo

I sette punti fondamentali che potrebbero ridare fiducia ai cittadini sulle istituzioni dopo i tragici fatti di Parigi

Sergio Costalli

LIVORNO – I tragici fatti di Parigi, l’allarme “guerra santa” dell’Islam più radicale, le reazioni dell’Italia e specialmente degli italiani. Dal centro studi della Camera di Commercio livornese a firma del presidente Sergio Costalli, è uscita come edizione straordinaria del consueto documento sull’economia una lunga, circostanziata e amareggiata nota che analizza i tragici eventi, richiama la complessa e articolata realtà dello scontro di confessioni all’interno dello stesso Islam, e propone al governo nazionale un crono-programma urgente per rinsaldare il paese di fronte alla grave minaccia. Ecco i sette punti indicati dal presidente Costalli come suscettibili di ricompattare l’Italia al suo governo.

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L’Italia arriva a questo terribile appuntamento sostanzialmente impreparata, escludendo da questa impreparazione solamente alcuni Enti ed Uffici governativi e giudiziari e ampi settori della nostra Difesa.
Se la lotta che ci si presenta dovrà essere di lungo periodo si rende immediatamente necessario riallacciare quel legame di fiducia che troppo spesso, negli ultimi anni, è venuto a mancare nel rapporto tra lo Stato ed i cittadini. Rinsaldare quel legame ad iniziare proprio dall’ambito politico per poi passare alle necessarie forme di controllo del territorio. Lo Stato, per essere tale, non può manifestarsi solamente con le cartelle esattoriali e gli autovelox. Lo Stato deve dare esempi di virtù, garantire sicurezza e assicurare serenità di vita e di lavoro.
In ambito politico alcuni mirati ed appropriati interventi potrebbero da soli ridare fiducia ai cittadini nei confronti delle Istituzioni repubblicane:
1) Ridurre i costi della politica attraverso l’immediata abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (o rimborsi elettorali che dir si voglia) e immediata riduzione di tutte le indennità, gettoni, stipendi e prebende di chi ricopre incarichi elettivi pubblici, o di nomina pubblica, del 50% per le somme eccedenti i 1.000 euro;
2) Destinare la somma che si rendesse così disponibile a migliorare l’equipaggiamento, le dotazioni ed i mezzi delle Forze di Polizia e dei Carabinieri;
3) Annunciare una tregua fiscale e previdenziale della durata di almeno un anno. Tutti gli Enti titolari di potestà impositiva e competenza in materia di previdenza dovrebbero per legge essere impediti dall’adottare provvedimenti onerosi o comunque peggiorativi a carico di imprese e cittadini per un periodo non inferiore ad un anno, con divieto assoluto di rivalsa nei successivi periodi di imposta;
4) Intervenire in materia di immigrazione con il cambiamento della filosofia di approccio: passare dalla principio solidaristico a quello mutualistico;
5) Introdurre l’obbligo per tutte le liste concorrenti in qualsiasi competizione elettorale di presentare in forma certificata un dettagliato programma per la futura gestione della cosa pubblica, pena la decadenza dalla competizione elettorale;
6) Favorire la partecipazione dei cittadini dando maggiore certezza in merito alla realizzazione dei programmi elettorali. Ove una lista abbia a godere in ambito consiliare/assembleare di un premio di maggioranza la presentazione di proposte non ricomprese nella logica e nella lettera del suo programma elettorale certificato vedrebbe azzerato il vantaggio numerico ottenuto in fase di votazione consiliare/assembleare;
7) Introdurre il necessario vincolo di mandato per gli eletti sul programma certificato. L’eletto che cambia idea rispetto al mandato ricevuto dagli elettori non cambia Gruppo, cambia mestiere.
Sergio Costalli

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Pubblicato il
21 Novembre 2015

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