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Duci & Marcucci se il buon senso va di pari passo…

LIVORNO – Toh, chi l’avrebbe mai detto! Che il presidente nazionale di Federagenti Gian Enzo Duci, genovese Doc, si trovi d’accordo con il presidente nazionale di Confetra Nereo Marcucci, livornese Doc, sul ruolo di Livorno come asso pigliatutto nelle reti trasportistiche attraverso il Brennero e il Gottardo, fa onore all’intelligenza di entrambi. Ma dire che è un caso raro è il minimo.

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Duci ne ha parlato al cronista del Tirreno Mauro Zucchelli nel recente meeting di Genova organizzato dal Secolo XIX (ne scriviamo anche più sotto). Marcucci a sua volta ne aveva già parlato a più riprese, sia in un’intervista al nostro giornale, sia nel workshop in Fortezza Vecchia del mese scorso, sottolineando come le speranze di Genova di diventare punto di riferimento dei traffici attraverso il Gottardo sono condizionate da un “terzo valico” che è ancora al di la dal venire, mentre Livorno è già molto più rapidamente collegabile attraverso l’asse ad alta capacità Milano-Bologna-Firenze-Pisa.

Peccato solo una cosa: che su quanto espresso da Confetra (Marcucci) e da Federagenti (Duci) i livornesi che contano, ovvero la Regione Toscana e l’Autorità di sistema portuale in particolare, per ora si siano espressi men che poco. Anche a Genova, come è stato rilevato, al meeting dove Duci ha parlato di Livorno, di livornesi c’erano solo il sindaco Nogarin e l’avvocato Matteo Paroli, quest’ultimo però in rappresentanza del “suo” porto di Ancona. C’erano i triestini, i romani, gli spezzini. Va bene che un convegno non fa di per sé scelte nazionali come una rondine non fa primavera, ma gli assenti – altro vecchio e abusato proverbio – hanno sempre torto. E visto che a Palazzo Rosciano ci sono tanti in questo periodo a girarsi i pollici – aspettando Godot, ovvero la “governance”- forse qualcuno avrebbe potuto scomodarsi…

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
10 Giugno 2017

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