La grande risorsa degli Interporti

ROMA – Sono stati, per l’inizio della loro storia, quasi degli UFO: nati da complesse scelte sul territorio, gli interporti si sono tirati dietro per anni speranze di diventare nodi logistici ma anche qualche critica di inutili carrozzoni mangiasoldi. Poi, grazie anche a una visione nazionale d’insieme favorita dall’associazione in UIR (Unione Interporti Riuniti) e da una politica della logistica che sta puntando anche sulla “cura del ferro”, la rete è diventata rete razionale. Oggi qualcuno ancora sostiene che gli interporti in Italia sono tanti, forse troppi. Ma la maggioranza delle realtà operative ha ormai raggiunto una maturità che ha fatto loro superare i tempi delle incertezze, strutturandoli come nodi intermodali in diretta relazione con i porti marittimi, con le imprese del territorio, spesso anche come incubatori di investimenti imprenditoriali e come hub.

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