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Caso Rixi le urgenze e i custodi

ROMA – La notizia era in un certo senso scontata: la prima conferenza nazionale sulla portualità, trasporto marittimo e logistica intermodale, che era stata indetta dal viceministro del MIT Edoardo Rixi, è stata rinviata a data da destinarsi. Doveva esserci martedì 11 e mercoledì 12. Poi Rixi si è dimesso per la nota vicenda giudiziaria, aprendo un brutto vuoto di potere nel ministero di Toninelli: e con il comprensibile imbarazzo la conferenza è saltata. Quando invece sarebbe stata non solo urgente, ma urgentissima.

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Superfluo sottolineare, a questo punto, come le inchieste giudiziarie stiano determinando in molti porti e nello stesso ministero delle infrastrutture e trasporti, uno stallo che non ha precedenti nella recente storia nazionale. Le ultime notizie dal porto di Napoli, i commissariamenti, le inchieste in corso per illeciti provati o presunti, sembrano legate almeno in parte a normative farraginose e contorte che non favoriscono, specie nella governance dei rapporti con gli armatori e le imprese portuali, quei rapporti lineari e al di sopra di ogni sospetto che dovrebbero essere la norma.

Poi c’è addirittura chi sarebbe stato colto con le dita nella marmellata. E in questo caso chi ruba o ha cercato di rubare andrebbe sbattuto in galera senza scusanti. In altri casi siamo invece di fronte, almeno secondo gli osservatori non specialisti ma che sui porti lavorano, di interpretazioni più o meno in buona fede di norme complesse e spesso contraddittorie. L’abbiamo già scritto.

Dunque, i giudici ci sono apposta per chiarire come debbano essere interpretate anche le norme a prima vista non chiare. Ma senza dimenticare che anche i giudici sono uomini e possono o vogliono sbagliare. I recenti clamorosi episodi al CSM lo dimostrano. Davvero, c’è da chiedersi, alla luce di alcune realtà per tanti aspetti incomprensibili: chi mai custodirà allora i custodi della legge?

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
8 Giugno 2019

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