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Capitanerie e Guardia costiera in festa per le celebrazioni della doppia nascita

ROMA – Non è un anniversario qualunque quello che le Capitanerie di porto-Guardia Costiera si apprestano a celebrare a Roma nei prossimi giorni: perché segna il 154° anno dalla fondazione del Corpo e il 30° anno della sua filiazione come Guardia Costiera. A sottolineare la presenza importante sul territorio, ogni direzione marittima a sua volta celebrerà le due date importanti nella propria sede, mettendo insieme il personale, il cluster portuale e le istituzioni.

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Per celebrare questa ricorrenza, a Catania, lo scorso 5 giugno si è tenuta un’esercitazione di soccorso in mare, che ha visto l’impiego di mezzi aerei e navali nonché la presenza di figure specialistiche come gli aerosoccorritori e i soccorritori marittimi della Guardia Costiera.

Il 6 giugno è stato dedicato, invece ad una giornata di studio nella quale è stata ripercorsa la storia della Guardia Costiera: un’istituzione moderna, che fonda le proprie radici nelle attività di carattere tecnico amministrativo connesse con gli usi civili e produttivi del mare, organizzata oggi con mezzi aeronavali e tecnologie all’avanguardia, con uomini e donne che operano ogni giorno in favore della collettività.

L’evento, moderato da Filippo Gaudenzi, vice direttore del TG1, ha visto la partecipazione del comandante generale, ammiraglio ispettore Capo Giovanni Pettorino e la presenza degli ex comandanti e vice comandanti Generali, dei capi reparto, dei direttori marittimi e del personale del Corpo insignito della Medaglia d’oro al valor di Marina e al merito di Marina nonché di una rappresentanza di giovani colleghi provenienti dai Comandi territoriali.

Durante i lavori del convegno sono state ripercorse le principali tappe di questi trent’anni: dalle prime attività operate fuori dai confini nazionali alle più difficili operazioni di soccorso in mare, fino a giungere alle più importanti attività condotte dalla Guardia Costiera in materia di tutela dell’ambiente marino e costiero e vigilanza sulla filiera della pesca.

Dopo un video di saluto dell’ammiraglio Romani, decano dei comandanti generali, è seguito l’intervento dell’ammiraglio Stefano Vignani, ex vice comandante generale del Corpo, il quale ha tracciato un breve quadro delle condizioni storiche che hanno portato all’istituzione della moderna Guardia Costiera italiana. Successivamente è stata la volta dell’ammiraglio Ferdinando Lolli, già comandante del Corpo nel 2010, che nel suo intervento ha rievocato la Missione in Albania (1991), la prima missione internazionale della Guardia Costiera italiana. L’ammiraglio Francesco Lo Sardo, già vice comandante del Corpo, ha raccontato ai presenti l’impegno della Guardia Costiera nella tutela della filiera ittica nonché lo sviluppo della componente navale del Corpo.

A seguire, l’intervento dell’ammiraglio Pierluigi Cacioppo (comandante generale dal 2012 al 2013) il quale, nel riportare alla memoria la vicenda della Motonave Rhodanus, quando fu sventato un disastro ambientale sulle coste della Sardegna (2010), ha evidenziato come la Guardia Costiera negli anni si sia evoluta grazie anche agli strumenti tecnologici impiegati per le proprie attività di ricerca e monitoraggio.

L’ammiraglio Vincenzo Melone, comandante del Corpo 2015-2018, ha ricordato le due missioni navali internazionali, Bahar e Happy Day, risalenti al 2006, mentre il contrammiraglio Sergio Liardo, capo del 3° reparto – Piani e Operazioni del Comando Generale, ha raccontato ai presenti alcuni dei soccorsi più importanti effettuati dalla componente aerea. Quindi è stata la volta dell’ammiraglio Marco Brusco, già capo del Corpo dal 2010 al 2012, che nell’illustrare la vicenda della Costa Concordia (2012), ha sottolineato non solo l’efficienza dei soccorsi, ma anche del dispositivo messo in campo per il trasferimento in sicurezza del relitto nel porto di Genova. In ultimo, l’ammiraglio Carlone, direttore marittimo della Liguria, ha fatto un breve excursus circa l’impegno della Guardia Costiera nel Mediterraneo, spiegando l’evoluzione dell’attività di soccorso dal 2013 ad oggi.

Particolare emozione, ha suscitato tra tutti i presenti, il ricordo tracciato dall’ammiraglio Pettorino del comandante Natale De Grazia, medaglia d’Oro alla memoria, morto il 12 dicembre 1995 mentre indagava, con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, su una complessa attività ambientale legata a traffici illeciti operati da navi mercantili nel Mediterraneo.

L’ammiraglio Sicurezza, decano dei comandanti generali presenti all’evento, comandante generale dal 1999 al 2004, ha voluto esprimere il suo ringraziamento per la realizzazione di un evento che, con storie, immagini ed emozioni, è riuscito a descrivere il percorso che ha condotto la Guardia Costiera ad essere l’Organizzazione che oggi tutti conoscono.

L’evento si è concluso con un ricordo commosso delle medaglie d’oro della Guardia Costiera e di tutti i caduti del Corpo.

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Pubblicato il
17 Luglio 2019

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