Dei relitti e delle pene

LIVORNO – L’immagine qui sopra, della bella donna che accarezza un relitto sommerso non inganni. Perché la caccia alle balle precompresse di plastica perdute due anni fa al largo di Cerboli, sta impegnando i sub della Guardia Costiera di Genova in una operazione a vasto raggio che dovrà fare i conti necessariamente anche con il mare di relitti che il nostro mare ospita da sempre. La zona interessata alla ricerca è stata infatti teatro di numerosi naufragi, sia in tempo di guerra che di pace. E le pene per i sub saranno quelle di tornare sul luogo di tanti drammi, tutti consumati con vittime di ogni tempo. Celebri relitti sono quelli, nel nostro Tirreno, non solo delle navi di epoca romana ed etrusca (intorno alla Capraia e all’Elba se ne contano decine) ma anche i più moderni, come del “Polluce”, del sommergibile “Bergamini”, e del mai ritrovato aereo del poeta e aviatore Eugene di Saint Exupery, abbattuto dalla caccia tedesca durante la seconda guerra mondiale in una zona di mare compresa tra l’Elba, la Capraia e la Corsica.

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