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Capraia in musica d’organo con Mariagrazia Amoruso

Nelle foto: Mariagrazia Amoruso.

CAPRAIA ISOLA – L’annuncio ufficiale è che anche quest’estate, da fine luglio ai primi di agosto, ci sarà l’ormai storico festival “Capraia in musica”: nella doppia sicurezza dell’isola, che non ha avuto ad oggi alcun contagio, e del mare che secondo gli ultimi dati scientifici è di per sé un importante barriera contro il Covid-19.

Ma il festival musicale dell’isola ha una importanza che travalica la Capraia e anche la Toscana intera. Diretto e coordinato dall’organista Mariagrazia Amoruso, un giovane talento che da più di dieci anni frequenta gli ambienti internazionali e presenta in giro per l’Europa un eccezionale e unico organo a canne di legno progettato e costruito da un altro organista d’eccellenza, Giorgio Questa. Il suo organo è il pezzo forte del festival isolano, suonato da Mariagrazia che l’ha anche diretto nella Mainzer Kammerorchester tedesca.

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L’organo a canne di legno viene ogni anno rimontato con cura a Capraia per un concerto basato sulle composizioni di Haydn che Mariagrazia riesce a rendere particolarmente avvincenti, grazia alla resa dello strumento e alla maestria dell’organista. Haydn del resto è uno dei suoi cavalli da battaglia, visto che Mariagrazia ha anche inciso due dischi sul repertorio del grande compositore con brani per organo solita ed orchestra: anche in questo caso utilizzando lo strumento di Questa, che a sua volta ha fornito la versione originale del manoscritto del concerto in Do maggiore Hob XVIII 1 e dei Flotenhuhrstucke. Nel secondo dei dischi le stupende composizioni di Frescobaldi tra le quali la celebre Toccata Nona “Non senza fatica si giunge al fine”.

Un’occasione dunque, questo festival “Capraia in musica”, per gustare fino in fondo le bellezze selvagge dell’isola e insieme la suggestioni di uno strumento, l’organo di legno del maestro Questa, magistralmente carezzato dalla brava Mariagrazia.

“Capraia in musica” anche quest’anno sarà possibile grazie al contributo economico delle istituzioni ma anche di un gruppo di privati che da anni sostengono il festival e il recupero delle strutture più antiche del convento con il chiostro della chiesa di San’Antonio.

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Pubblicato il
25 Aprile 2020

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