Sorpresa: il Sud cresce più del resto d’Italia, dipende da Pnrr e Zes
In Puglia, nella masseria di Bruno Vespa il “conclave” di Alis

Foto di gruppo all’evento di Alis per il dibattito sulle filiere produttive
MANDURIA (Taranto). Il Meridione registra per il quarto anno consecutivo una crescita del Pil superiore al resto del Paese ed è l’area che ha contribuito maggiormente all’aumento dell’occupazione. Lo ha ricordato Guido Grimaldi, presidente di Alis, un arcipelago di realtà differenti nel segno della intermodalità sostenibile (da terminalisti portuali a ditte di autotrasporto, università e spedizionieri, centri di ricerca e istituzioni portuali…). Parole pronunciate aprendo l’iniziativa dal titolo “L’impatto degli scenari geopolitici sulla logistica e sulle filiere industriali”: appuntamento alla masseria Li Reni di Manduria con Bruno Vespa nella doppia veste di padrone di casa e di moderatore.
Grimaldi rincara: «Sono dati che confermano quanto sia importante continuare a investire in infrastrutture, intermodalità, innovazione e formazione». Aggiungendo poi: la scelta della Puglia come sede dell’evento firmato Alis è perché questa regione del Sud è vista come «una delle principali porte marittime italiane verso i mercati internazionali», oltretutto qui si parla di «un’area che continua a mostrare una forte capacità di crescita».
Il dato relativo allo sprint del Mezzogiorno è stato confermato dal sottosegretario alle politiche per il Sud Luigi Sbarra. Lo ha attribuito all’effetto del Pnrr: al di là di quanto sostiene l’esponente del governo, merita ricordare che i differenti monitoraggi effettuati su questi canali di spesa nelle aree meridionali sono sostanzialmente concordi nell’indicare che è andato al Sud il 40-41% del volume complessivo di questa montagna di soldi (211 miliardi con destinazioni territoriali specifiche). Tutto questo, come segnala Sbarra, insieme al combinato disposto con altre due spinte: la riforma della politica di coesione e la “Zes” unica che abbraccia l’intero Mezzogiorno ed è l’incentivo fiscale più potente per attrarre investimenti al Sud.

Da sinistra il viceministro Edoardo Rixi, il moderatore Bruno Vespa e il presidente di Alis Guido Grimaldi
C’è anche un altro aspetto da sottolineare sia per la caratura del personaggio nella nomenklatura di governo sia perché stiamo parlando di Alis, associazione che gravita attorno ai porti: non è per niente casuale ogni riferimento alla portualità. Per il viceministro Edoardo Rixi la riforma dei porti è «una sfida decisiva» per rendere il sistema logistico italiano più efficiente e competitivo. Come? Gli ingredienti della ricetta, a suo giudizio, devono essere: maggiore coordinamento, semplificazione, digitalizzazione e una governance capace di sostenere la crescita dei traffici.
Due i panel della giornata dopo i saluti del sindaco di Manduria Domenico Sammarco, del presidente dell’Authority tarantina Giovanni Gugliotti e del numero due dell’associazione turca del trasporto stradale Und, Kadir Çirkin. Nel primo round (titolo: “Infrastrutture, innovazione e competitività: la leadership italiana nel Mediterraneo”) i protagonisti sono stati, oltre al citato Sbarra, Silvio Busico (presidente della Filiera nazionale Its per la Mobilità sostenibile), Luigi D’Auria (amministratore delegato di TransItalia), Fabrizio Mattana (vicepresidente esecutivo di Edison settore Gas Assets) e Ugo Patroni Griffi (direttore dello Short Master in Economia, Diritto e Management delle grandi infrastrutture logistiche dell’Università di Bari).
Nell’altro panel, intitolato “Filiere produttive e mercati globali: le nuove priorità del Paese”, oltre a Rixi hanno tenuto banco Sergio Liardo (comandante generale delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera), Sabrina De Filippis (amministratrice delegata di Fs Logistix), Marcello Di Caterina (vicepresidente e direttore generale di Alis), Massimiliano Giansanti (presidente di Confagricoltura) e Francesco Mastro (numero uno dell’Authority del Mar Adriatico Meridionale).

Protocollo d’Intesa fra Alis e Confagricoltura firmato da Grimaldi e Giansanti
Nel corso della serata Alis e Confagricoltura hanno messo nero su bianco un protocollo d’intesa firmato dai presidenti Grimaldi e Giansanti: rafforzare la collaborazione tra logistica e agroalimentare, questa l’idea guida dell’accordo che mira a realizzare «iniziative comuni – è stato detto – su infrastrutture, innovazione, intermodalità e internazionalizzazione delle imprese». E’ prevista anche la partecipazione di Alis ad AgriFuture Italia, l’Osservatorio di Confagricoltura sulle infrastrutture per la competitività dell’agroalimentare. la frammentazione delle iniziative tecnologiche nel settore agricolo va colmata, questa la sottolineatura di Giansanti. Per farcela bisogna puntare su intelligenza artificiale, reti digitali e intermodalità.











