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Auto blu, sempre di più

Dal lettore Stefano Bagnato di Pesaro riceviamo:

In un recente telegiornale, sulle nomine del nuovo governo, un giornalista (mi sembra sia stato Giorgino) ha detto, tra l’altro, che il Covid ha fatto aumentare il numero delle auto blu a Roma. Sarebbero oltre tremila! Mi chiedo a chi servano tante vetture. E che fine abbiano fatto i proclami di un paio d’anni fa, secondo i quali dovevano diminuire e specialmente non avere cilindrata oltre i 1.600 cc. Da quanto si vede in TV sono quasi tutti macchinoni. E come diceva Totò: “E io pago”.

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Sarebbe facile cedere alla tentazione di ironizzare sui proclami di governo, come quelli di tagliare le spese di rappresentanza, che molto spesso sono tutt’altro che indispensabili se non per dimostrare uno “status”. A mente fredda, e tenendo a freno il comune risentimento contro gli ingiusti privilegi, si fa presto a calcolare che tremila auto, presumibilmente con il doppio o più di autisti (per rispettare gli orari di lavoro) sono il fabbisogno di uno sterminato popolo di ministri, vice, presidenti di istituzioni, di commissioni, di enti statali (a volte giudicati dagli stessi governi inutili, ma mai cancellati) di alti comandi, persino di ex che mantengono il privilegio. Certo, ci sono aspetti di altri privilegi ancora più costosi, ma meno evidenti. Consoliamoci in un confronto con gli altri paesi europei e specialmente con la “satrapia” di Bruxelles, dove la stessa profusione di privilegi si evince dalle costruzioni faraoniche di una UE con manie di grandezza.

Una piccola nota in aggiunta: non abbiamo mai visto, sempre alla TV, un leader francese, tedesco (per non parlare degli inglesi e dei nordici) usare un’auto blu che non fosse di marca del loro paese. Da noi invece le auto italiane di Stato sono pochissime, almeno per i grandi. Come se non avessimo anche noi Maserati e Alfa Romeo (per citare solo due marchi invidiati in tutto li mondo) cui tante tedesche non legano nemmeno le scarpe. È lavoro italiano: che lo Stato lo snobbi non mi pare giusto.

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Pubblicato il
17 Febbraio 2021

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