Carbone addio, ma non ai lavoratori

Dal signor Mirko Cantù, a nome di una cinquantina di lavoratori portuali del molo carbonifero di Civitavecchia, ci è stata inviata – insieme a un altro centinaio di indirizzi – una accorata lettera aperta sulla sorte del proprio lavoro. Cerchiamo di riassumerla nei tratti salienti, solo perché è molto lunga ma vogliamo rispettare il suo messaggio.

Oggi sono qui a scrivere questa lettera aperta per far capire chi siamo, cosa facciamo e a cosa stiamo andando in contro. Non cerchiamo aumenti o privilegi, ma vogliamo ribadire che non accetteremo mai la perdita anche di un solo posto di lavoro, tantomeno modifiche salariali penalizzanti.

Un concetto semplice e condiviso da noi lavoratori, dal presidente Draghi, e persino da voi ENEL, si anche da voi…. almeno su carta, visto che sul vostro portale, in merito alla transizione energetica, parlate di ASCOLTO, CONDIVISIONE E COINVOLGIMENTO delle comunità locali. Ma forse lo dite e basta, senza onorare la parola data, in nessuna città.

Vorrei aprire una piccola parentesi sul rispetto che noi lavoratori della “Minosse” ci siamo guadagnati nel tempo, in questi dodici anni al vostro servizio, nel corso dei quali abbiamo dimostrato di essere un team veramente d’eccellenza, effettuando il servizio

affidatoci con impegno e serietà. Un servizio che Vi ha consentito di guadagnare cifre astronomiche e di soddisfare il 40% della richiesta nazionale di energia elettrica, segnando record di velocità e di quantitativo “scaricato”. 

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