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Nocentini: grazie a MSC di Aponte

Paolo Nocentini

FIRENZE – Il cavaliere del Lavoro Paolo Nocentini, alla guida della Savino Del Bene – colosso italiano delle spedizioni con oltre 4 mila dipendenti – parla poco ma quando lo fa sono scudisciate.

In una recente intervista al quotidiano “Il corriere fiorentino”, rilanciata anche da Ship2Shore, ha detto tra l’altro che “Oggi è molto più faticoso lavorare”. Dopo aver ricordato che il mercato cinese crea rallentamenti e da poche certezze anche sui tempi, Nocentini si rivolge all’Ovest.

“Dal mercato USA – dove Savino Del Bene spedisce il 20% dell’export italiano – abbiamo buoni segnali in termini di volumi trasportati con una crescita del 15% rispetto allo stesso periodo del 2020; eppure ancora le cose non vanno per il verso giusto. Di fatto il trasporto merci è in difficoltà in tutto il mondo. Negli Stati Uniti il Covid è un cappello sotto al quale stanno problemi strutturali dovuti al fatto che da anni non vengono fatti investimenti. Davanti al porto di Los Angeles ci sono 30-40 navi ferme fino a 10 giorni perché non riescono a scaricare: le ferrovie sono ingolfate, mancano gli autisti, il personale scarseggia. Ma la richiesta c’è e i volumi anche, per cui spediamo, sebbene con grandi difficoltà e a costi molto maggiori del periodo pre-pandemia. Oggi mandare un container negli Stati Uniti costa 6 mila dollari, il triplo”.

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“Noi ci siamo organizzati per affrontare un quadro difficile e precario – ha voluto sottolineare ancora Nocentini – ma la gran parte del merito è di MSC. Se non fosse stato per loro non so che fine avrebbe fatto l’export del Made in Italy, probabilmente le merci sarebbero rimaste in Italia. Ho scritto ad Aponte per ringraziarlo personalmente. E ho scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, per fargli presente che senza l’impegno di MSC che ha a cuore questo Paese il nostro export sarebbe forse collassato. Aponte ha fatto quello che fanno gli imprenditori veri – ha voluto sottolineare ancora Nocentini – ha rischiato investendo per noleggiare più navi e continuare a offrire il servizio di trasporto internazionale. Per gli USA questo è cruciale: il 90% delle nostre merci viaggia in nave, solo il 10% in aereo. Se a fine settembre il nostro traffico verso gli USA è cresciuto del 15%, quello dovuto a MSC è stato del 33,5%”.

L’intervista conclude con un monito perché la situazione impiegherà tempo per normalizzarsi. E i maggiori costi finiranno sul consumatore, in aggiunta a tutti gli altri aggravi.

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Pubblicato il
17 Novembre 2021

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