Le due “talpe” sbucano nella (futura) stazione sotterranea di Firenze
Sarà a 25 metri di profondità. Le Fs: ecco i tempi dei prossimi passaggi

Foto di gruppo nel cantiere del passante ferroviario fiorentino dell’Alta Velocità (Foto Alessandro La Rocca/LaPresse News-Trenitalia come per l’immagine in homepage)
FIRENZE. Le due “talpe meccaniche” le hanno chiamate Iris e Marika, anche se in dolce stil ingegnerese si il nome sarebbe “tunnel boring machine”, In accoppiata hanno scavato nel ventre del sottosuolo di Firenze a partire dal cantiere di Campo di Marte per tre chilometri e in tandem si sono presentate nel camerone della nuova stazione sotterranea fiorentina dell’Alta Velocità abbattendo i diaframmi delle due gallerie. È una svolta-chiave nello scavo del “passante” dell’Alta Velocità e dal quartier generale dell’azienda ferroviaria statale lo presentano come una pietra miliare in «uno degli interventi infrastrutturali strategici per il potenziamento e il miglioramento della mobilità del sistema ferroviario nazionale, per un investimento complessivo di 2,7 miliardi di euro».
In effetti, a salutare l’evento c’era il dispiegamento istituzionale delle grandi occasioni nel cantiere della stazione dell’Alta Velocità a Firenze: il vicepremier Matteo Salvini (che è anche il numero uno del ministero di settore), il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; la sindaca di Firenze, Sara Funaro; il prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino. E, sul versante del colosso ferroviario pubblico, gli amministratori delegati e direttori generali Aldo Isi (Rfi), Dario Lo Bosco (Fs Engineering) e Paola Firmi (Infrarail).
Dal gruppo Fs si mette l’accento sul fatto che, con l’ingresso di ambedue le “talpe” nel camerone di stazione, le macchine potranno essere «traslate al suo interno, per fasi successive, solo dopo il completamento del solettone di fondazione, la cui realizzazione è in corso per zone differenziate». Dunque, in concreto la ripartenza dello scavo verso nord – c’è ancora da realizzare un paio di chilometri della coppia di gallerie – è da mettere in previsione «tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027». Nel frattempo, scavando dall’alto verso il basso prosegue, nel cantiere della stazione dell’Alta Velocità, lo scavo che consente di arrivare più in profondità con il camerone «fino alla quota di meno 25 metri» dal livello del suolo in superficie.
Il nuovo “passante” dell’Alta Velocità ha uno sviluppo di 8,3 chilometri nel tratto urbano: sette chilometri sono in sotterranea, con due gallerie parallele a una profondità media di circa 20 metri. Riemerge in superficie a nord, tra le stazioni di Firenze Castello e Firenze Rifredi, e a sud, in prossimità di Campo di Marte.
La nuova stazione dell’Alta Velocità nascerà grossomodo a metà tracciato, nella zona Belfiore-Macell: è un progetto firmato Foster & Partners e Ove Arup & Partners, lungo circa 450 metri e largo 50, per un’estensione di circa 45mila metri quadrati, posto fino a 25 metri sotto il livello stradale. Viene specificato che la copertura, in acciaio e vetro, si eleverà per circa 18 metri e integrerà pannelli fotovoltaici, oltre a garantire il controllo ambientale e acustico, l’illuminazione naturale e il ricambio d’aria. Si tratta di una tipologia di stazione interamente nuova per l’Italia: interrata, ma illuminata naturalmente anche ai livelli inferiori grazie alla configurazione verticale dell’opera.
Secondo quanto annunciato nella presentazione dell’opera, grazie a questa nuova infrastruttura si avrà «un miglioramento della regolarità della circolazione del nodo fiorentino, grazie alla separazione dei flussi a lunga percorrenza da quelli regionali e merci». Non solo: si libererà capacità sulla tratta Firenze Rifredi-Firenze Campo di Marte e a Firenze Santa Maria Novella, consentirà l’istituzione di nuovi servizi con fermata nella nuova stazione dell’Alta Velocità e ridurrà i tempi di percorrenza per i collegamenti dell’Alta velocità che oggi fermano a Santa Maria Novella.
A ciò si aggiunga che il “passante” si inserisce – viene messo in evidenza – nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo della Rete Transeuropea dei Trasporti (Ten-T), a «conferma della centralità di Firenze lungo una delle direttrici strategiche per la mobilità europea».
Il valore dell’appalto in corso, affidato al Consorzio Florentia e relativo sia alla stazione sia alle gallerie del “passante”, è di circa 1,1 miliardi di euro. Sulla base dell’attuale programmazione – viene sottolineato – il completamento dei lavori è previsto «per la fine del 2029, con attivazione nel corso del 2030».











