I numeri di Grimaldi per la Turchia (e il 2026 è già da record)
Presentata la nuova nave porta-auto: è già pronta per viaggiare a ammoniaca

Guido Grimaldi presenta nel porto turco di Kocaeli la nuova nave in servizio nella flotta dell’azieda di famiglia
NAPOLI. Per dare il nome alla nuova nave porta-auto, il gruppo Grimaldi stavolta mette l’accento sul proprio rapporto con la Turchia: in omaggio la metropoli-simbolo del mondo turco, ponte fra Europa e Asia, l’ha deniminata “Grande Istanbul”, è una delle 17 nuove unità “Pctc” (Pure Car & Truck Carrier) di ultima generazione sotto il segno dell’“ammonia ready”, cioè della predisposizione per l’utilizzo dell’ammoniaca come combustibile alternativo.
D’altronde, Grimaldi opera in Turchia da quasi mezzo secolo: dalla metà degli anni ‘90 la compagnia partenopea gestisce servizi regolari di trasporto veicoli che collegano İzmir ai principali porti del Mediterraneo e del Nord Europa. «Con la forte crescita dell’industria automobilistica turca – viene fatto rilevare – tali collegamenti sono stati successivamente estesi ai porti della regione di Marmara, dove hanno sede importanti stabilimenti di produzione automobilistica».
È stato decisivo per il gruppo l’ingresso nel mercato turco del trasporto marittimo a corto raggio, nel settembre di due anni fa, con il lancio del servizio ro-ro Trieste-Patrasso-Ambarli, operato con navi della classe “Eco”, presentate come «le più grandi e sostenibili al mondo nella loro categoria». La domanda del mercato ha spinto poi a «estendere il servizio anche a Gemlik e oggi offre otto partenze settimanali, grazie all’impiego di tre navi della classe “Eco” e di una nave della classe Eurocargo».
Vale la pena di rilevare che nel complesso il gruppo Grimaldi impiega oggi in Turchia una ventina di moderne navi ro-ro e porta-auto con «un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di euro». I porti serviti regolarmente dalla flotta sono Ambarli, Autoport, Borusan, Derince, Gemlik, Haydarpaşa, Yalova, Yeniköy e İzmir.
Nei dodici mesi dello scorso anno le navi Grimaldi – questa la sottolineatura che arruva dal quartier generale di Napoli – hanno effettuato «750 scali nei porti turchi, collegando il Paese, attraverso servizi diretti e di trasbordo, a una rete globale composta da oltre 150 porti in più di 60 Paesi distribuiti su cinque continenti». L’ha fatto trasportando da e per la Turchia 560mila auto, furgoni e altri mezzi rotabili sui servizi EuroMed, e quasi 100mila camion, semirimorchi e container sui servizi “short sea”. Così da dare sostegno tanto all’industria automobilistica del Paese quanto all’export agricolo e industriale. È da aggiungere che i primi dati relativi al 2026 mostrano per il gruppo «una crescita del 50% rispetto all’anno precedente, favorita dall’aumento della capacità di trasporto e dall’espansione dei servizi».
A ciò va aggiunto che il gruppo italiano sottolinea di voler contribuire allo sviluppo dell’ecosistema marittimo turco «anche attraverso il costante ricorso ai cantieri navali locali: nel solo 2025, oltre 20 navi del gruppo hanno effettuato lavori di riparazione o soste in bacino presso i cantieri di Yalova e Tuzla, sostenendo l’occupazione e l’attività industriale locale».

L’intervento del viceministro Edoardo Rixi all’evento del gruppo Grimaldi
Si diceva della presentazione della nuova nave di ultima generazione: la cerimonia si p tenuta a Autoport, il terminal specializzato all’interno del complesso portuale di Kocaeli. Hanno partecipato il viceministro italiano Edoardo Rixi insieme al vicegovernatore di Kocaeli, Ertuğ Şevket Aksoy, al presidente dell’Associazione Internazionale dei Trasportatori (Und), Aras Serafettin, oltre a rappresentanti delle istituzioni marittime, degli operatori portuali e delle principali associazioni di settore. Inclusi alcuni dei principali clienti dei servizi Short Sea ed EuroMed del Gruppo Grimaldi e ai rappresentanti di Arkas Holding, società che controlla Egekont, l’agenzia del gruppo in Turchia, guidati dal vicepresidente Bernard Arkas.
È stato Guido Grimaldi, a nome dell’azienda di famiglia, ad accogliere gli ospiti: nel suo intervento ha sottolineato l’importanza strategica della Turchia all’interno della rete marittima e logistica globale del gruppo.
La “Grande Istanbul” è una delle 17 nuove navi di questo tipo commissionate dalla compagnia napoletana. Obiettivo: poter contare su navi più efficienti e sostenibili per i propri servizi globali di logistica delle auto. La nuova unità ha una capacità di carico fino a 9.241 equivalenti auto (ceu) e permette di arrivare a dimezzare le emissioni di CO₂ per unità di carico rispetto alle navi del medesimo tipo della generazione precedente. Su quattro dei suoi ponti può ospitare anche carichi eccezionali e mezzi rotabili pesanti fino a 250 tonnellate e con un’altezza massima di 6,5 metri.
La nave, lunga 200 metri e larga 38, con una stazza lorda di 77.500 tonnellate, è di recente costruzione è stata consegnata nel novembre scorso dai cantieri cinesi Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding (Sws) e China Shipbuilding Trading Co. (Cstc), entrambe società del gruppo China State Shipbuilding Corporation Limited (Cssc). Può contare – viene messo in evidenza – sulle «più avanzate tecnologie ambientali oggi disponibili sul mercato». A cominciare dal motore a controllo elettronico che ha «uno dei più bassi consumi specifici di carburante della categoria, nel pieno rispetto dei più severi limiti internazionali in materia di emissioni di CO2, NOx e SOx». Come detto, è predisposta all’uso dell’ammoniaca come combustibile alternativo a zero emissioni di carbonio, e ha il sistema di “cold ironing”, che consente l’alimentazione elettrica da terra durante la sosta in porto, azzerando le emissioni mentre la nave è all’ormeggio.
Adesso è impiegata sul servizio EuroMed di Grimaldi, che collega diversi porti del Nord Europa e del Mediterraneo, tra cui Autoport, Borusan, Derince, Gemlik, Haydarpaşa e İzmir in Turchia: si tratta di trasporto di automobili, furgoni, camion, altri mezzi rotabili e container.
Queste le parole di Guido Grimaldi, direttore commerciale del gruppo nel settore trasporto a corto raggio: «L’amicizia tra Italia e Turchia ha radici profondissime. Grazie all’impegno concreto del gruppo Grimaldi, questo legame storico si traduce in una partnership commerciale sempre più solida». Aggiungendo poi: «Crediamo fermamente nel mercato turco e in questo Paese, che rappresenta una piattaforma logistica unica nel Mediterraneo, al crocevia di tre continenti. Abbiamo programmi ambiziosi per sviluppare ulteriormente i nostri servizi “short sea” e trasporto auto da e per il Paese, contribuendo così a rafforzarne le relazioni commerciali con il resto del mondo».











