Fiom Cgil: il progetto di Piombino ha accumulato 10 mesi di ritardi
"Fate presto, lavoratori stufi di essere prigionieri della cassa integrazione"

Presidio Fiom-Cgil
PIOMBINO (Livorno). Dalla verifica che ha passato ai raggi x il progetto Metinvest Adria sul polo siderurgico di Piombino è saltato fuori “un ritardo di circa 10 mesi imputabile a responsabilità burocratiche o amministrative e alle garanzie finanziarie di Metinvest”. A metterlo su bianco è il sindacato Fiom Cgil in una nota congiunta firmata da Loris Scarpa (coordinatore nazionale settore siderurgia) e Mauro Macelloni (esponente della segreteria Fiom-Cgil livornese).
Il campanello d’allarme, il sindacato lo suona dopo aver “sollecitato le istituzioni e Metinvest a risolvere velocemente tali questioni, perché questo significherebbe prolungare ulteriormente, dopo 12 anni di stallo, la cassa integrazione per i lavoratori”.
La ripartenza del polo siderurgico – viene fatto rimarcare – è “una responsabilità di tutti” e il sindacato “sta facendo la sua parte”. Ora tocca a un nuovo round di assemblee mentre per la prossima settimana è stato messo in preventivo un nuovo confronto nella sede del ministero.
Dall’organizzazione dei metalmeccanici Cgil arriva un pressante invito a trovare le soluzioni: “lavoratori e territorio ogni giorno che passa pagano un prezzo salatissimo”. Il sindacato evidenzia che “le istituzioni hanno compreso, anche grazie alle mobilitazioni, le necessità dei lavoratori”. Dunque: ora “si concretizzino gli obiettivi che ci si è dati”.
La strigliata dalla trincea del sindacato arriva a brevissima distanza dall’incontro della scorsa settimana, che nel contesto dell’accordo di programma di Jsw, ha definito le richieste sindacali in merito alle tutele di tutto il bacino occupazionale. Dunque, adesso – dicono Scarpa e Macelloni – era il momento della verifica dell’accordo quadro sindacale siglato un anno fa e della verifica del progetto Metinvest.
In merito all’accordo quadro, viene segnalato che “la prossima settimana verrà proposto un testo di aggiornamento dell’accordo precedente in merito ai numeri”: si pensi che il bacino complessivo di 1.390 lavoratori si è ridotto di circa 70 lavoratori rispetto allo scorso anno. Non solo: andranno “inserite le clausole di tutela del
bacino” previste nell’accordo di programma Jsw.











