Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
UNIVERSITÀ

Medicina, più posti ma calano gli iscritti, soprattutto a Firenze

Biancalani (Fimmg): colpa del “semestre filtro” ma anche del caro-affitti

Niccolo Biancalani, segretario del sindacato dei medici di famiglia della Toscana

FIRENZE. I dati riportati dal “Corriere della Sera” nell’edizione fiorentina indicano che all’università di Firenze si sono iscritti al semestre aperto 1.236 studenti per medicina (con una bella forbiciata di oltre 300 giovani rispetto ad appena dodici mesi fa), mentre i posti sono saliti a quota 638 (il 10% in più a confronto con il 2025).

A Pisa segnalano di essere in linea con il calo generalizzato che si è registrato un po’ in tutta Italia: quattro punti in meno: ai nastri di partenza in 1.322 per medicina, 91 per odontoiatria e 333 per veterinaria. Con undici posti disponibili in più a medicina (da 369 si è passati a 380), inalterati i 30 posti a odontoiatria e nove chance in più di entrare a veterinaria (da 69 a 78).

A Siena si contano 450 in pista per conquistare uno dei 340 posti disponibili: una cinquantina di candidati in meno e 35 posti disponibili in più a paragone con lo scorso anno. Insomma, come riportano le cronache locali, sembrano esser passati anni luce dalla situazione che anche solo pochi anni fa vedeva un numero di candidati otto volte superiore alle possibilità di successo.

Non è un fenomeno solo toscano: per dirne una, a Milano fra Statale e Bicocca si sono fatti avanti in 4.468 per il semestre iniziale, oltre mezzo migliaio in meno rispetto allo scorso anno.

Comunque la si giri, i numeri mettono in evidenza un po’ ovunque un calo degli iscritti al semestre aperto per medicina, odontoiatria e veterinaria. Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, l’organizzazione che raggruppa i medici di famiglia, sottolineando che questi dati devono far riflettere: «Non basta aumentare i posti disponibili all’Università se poi non ci preoccupiamo anche delle condizioni concrete nelle quali gli studenti devono vivere e formarsi. La casa, il costo della vita e i servizi non sono questioni separate dalla formazione dei futuri medici, ma ne sono parte integrante». Riassumendo con una battuta: «La formazione dei futuri medici non comincia quando entrano in corsia: comincia dal momento in cui decidono di iscriversi all’università».

C’entra il nuovo assetto con il semestre filtro? Biancalani dice che «può certamente avere inciso sulle scelte di alcuni studenti e sarà importante valutarne con attenzione gli effetti». Attenzione, però: sarebbe riduttivo fermarsi soltanto a questo aspetto. Il numero uno regionale della federazione dei medici di medicina generale invita ad avere uno sguardo più aperto: «Quanto è oggi accessibile una città universitaria per un ragazzo o una ragazza che deve affrontare un percorso lungo e impegnativo come quello di Medicina?».

A giudizio del segretario del sindacato, il tema della formazione dei medici deve essere affrontato guardando all’intero percorso che porta un giovane dall’università alla professione. «Non possiamo preoccuparci della carenza dei medici soltanto quando questi professionisti hanno trent’anni e stanno per entrare nel sistema sanitario, dimenticandoci delle condizioni nelle quali, molti anni prima, devono studiare e vivere. Se vogliamo programmare il futuro della sanità – prosegue Biancalani – dobbiamo preoccuparci anche di chi oggi sceglie, o rischia di non poter scegliere, di intraprendere questo percorso».

Una questione su tutte: il tema della casa assume un’importanza centrale soprattutto a Firenze, dice Biancalani. Lo ripete mettendo sotto i riflettori il caro-vita e soprattutto il caro-affitti. «È positivo – afferma – l’impegno che il Comune di Firenze, la Regione Toscana e altre realtà come la Fondazione Cr Firenze stanno portando avanti su questo fronte, prevedendo investimenti su studentati e formule come il co-housing».

A suo parere, è indispensabile «un vero e proprio piano di accoglienza per gli studenti che tenga insieme diritto all’abitare, studio e formazione, qualità dei servizi, coinvolgendo tutti gli attori anche privati della vita pubblica fiorentina». Ben venga l’«offerta universitaria di altissimo livello» che Firenze può garantire, ben venga che continui a essere «una città capace di attrarre giovani, dall’Italia e dall’estero»: occorre però . avverte – anche metterli concretamente nelle condizioni di restare e studiare qui.

Pubblicato il
28 Agosto 2026

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio