«Ok gli investimenti sulla Fi-Pi-Li: ma non scaricateli sulle imprese»
Confcom teme che si arrivi ai pedaggi (e a un concatenarsi di costi extra)

Federico Pieragnoli, direttore generale della Confcommercio livornese
LIVORNO. La Confcommercio livornese dà la propria “benedizione” al provvedimento con cui la Regine Toscana mette sulla rampa di lancio la nascita di Toscana Strade, la società interna che dovrà occuparsi della gestione della Firenze-Pisa-Livorno, una superstrada che, benché completata nel tratto lato mare poco più di una ventina di anni fa, non ha mai smesso di collezionare un guaio dopo l’altro, un problema dopo l’altro. Ben venga dunque un tentativo di dare soluzione, ma a un patto: che non si finisca semplicemente per far rientrare dalla finestra l’idea di «finanziare il nuovo sistema introducendo un pedaggio per i mezzi pesanti»: quel costo extra potrebbe – questo il senso dell’argomentazione – «non fermarsi al casello e propagarsi lungo tutta la filiera economica».
Non potrebbe essere più esplicita la presa di posizione che arriva dall’organizzazione dei commercianti – ora ridenominata Confcom – sul nuovo assetto della gestione della superstrada Fi-Pi-Li. Lo dice per bocca del direttore generale Federico Pieragnoli al timone dell’organizzazione provinciale livornese.
Perciò: «Bene una gestione capace di garantire finalmente alla Fi-Pi-Li manutenzione, sicurezza e investimenti strutturali». Ma c’è un “ma”: «Tra le ipotesi per il finanziamento futuro resta quella di un pedaggio per i mezzi pesanti, la cui eventuale introduzione è stata prospettata non prima del 2028». Pieragnoli non ci gira intorno: «Che la Fi-Pi-Li abbia bisogno di investimenti seri credo sia evidente a chiunque la percorra. Guardiamo quindi con favore a tutto ciò che può significare più manutenzione, maggiore sicurezza e una programmazione stabile degli interventi. Il punto è capire chi dovrà pagare il conto», afferma.
Confcommercio invita a pensarci molto e ancora molto: a non coltivare cioè l’illusione che l’eventuale pedaggio sia riducibile a «una questione che riguarda esclusivamente l’autotrasporto». Pieragnoli invita anche solo a avere davanti agli occhi il caso della zona di Livorno: «Merci che partono o arrivano dal porto, forniture per negozi e supermercati, prodotti alimentari destinati a bar e ristoranti, materiali per le imprese, distribuzione all’ingrosso». Come dire: «La Fi-Pi-Li è l’asse che collega la costa con l’interno della Toscana, e se aumentiamo il costo per far viaggiare tutte queste merci, dobbiamo essere consapevoli che quel costo da qualche parte andrà».
A giudizio di Confcom, c’è il serio pericolo che «una parte dell’eventuale pedaggio» possa «trasferirsi sul prezzo del trasporto e quindi sui costi di approvvigionamento delle imprese, fino a ripercuotersi, almeno in parte, sui prezzi finali». Il direttore della Confcommercio labronica spiega: «Non diciamo che qualche euro di pedaggio si trasformerebbe automaticamente in qualche euro in più sullo scontrino. Ma i costi si sommano e, quando i margini sono già stretti, diventa sempre più difficile assorbirli lungo tutta la filiera».

Segnale stradale per la svolta verso la Fi-Pi-Li
Questo non è davvero il momento di aggiungere altri costi alle imprese, dice Pieragnoli: «Gli imprenditori fanno già quotidianamente i conti con energia, personale, affitti, materie prime, servizi e costi finanziari. «Ogni aumento, preso singolarmente, può sembrare sostenibile. Il problema – avverte – è la somma, che alla fine erode i margini, frena gli investimenti e rende più difficile tenere fermi i prezzi». Anche perché la Fi-Pi-Li è sia per Livorno come pure per l’intera costa toscana «il principale collegamento tra il sistema portuale, le attività economiche costiere e l’interno della regione».
Ecco perché Confcom non vede affatto negativamente «una Fi-Pi-Li migliore»: giusto, anzi indispensabile «investire seriamente su questa infrastruttura». Ma con una postilla altrettanto importante: nel costruire il modello economico della nuova gestione si deve tener conto «della competitività delle imprese che quella strada devono utilizzarla per lavorare». A tal riguardo, Confcommercio chiede alla Regione Toscana di «aprire un confronto con le rappresentanze economiche prima delle decisioni definitive sulle modalità di finanziamento», mentre la proposta di legge passa all’esame del Consiglio regionale.
La costa toscana – sottolinea Pieragnoli – ha indubbiamente «bisogno di collegamenti migliori, non di nuovi svantaggi competitivi». È interesse di tutti, ribadisce l’organizzazione di categoria, poter disporre di una Fi-Pi-Li «più sicura, affidabile ed efficiente» perché «rende più competitive le nostre imprese». Ma attenzione che na Fi-Pi-Li più costosa invece «rischia di produrre l’effetto contrario», dice il direttore Pieragnoli invocando da parte della Regione Toscana l’apertura di un «confronto con i mondo economico».











