Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Un mare di meduse

Nella foto: La cotylorhiza.

FIRENZE – Il consuntivo dell’estate avviata agli sgoccioli parla di un Adriatico che ha sofferto parecchio per le mucillagini. Se il mare Adriatico soffre, anch’esso con i suoi problemi. Le temperature nelle acque toscane hanno raggiunto i 30 gradi, mai sfiorati prima. Le conseguenze immediate sono state il proliferare di meduse e un’impressionante moria di pesci che c’è stata nelle lagune costiere come a Orbetello, e in generale in molti tratti di corsi d’acqua vicini al mare. Le elevate temperature hanno provocato infatti lo sviluppo di alghe e la mancanza di ossigenazione dell’acqua. Con risvolti pesanti per la pesca e, in qualche caso, con problemi anche alle spiagge più vicine. Ma la maggior parte degli oltre 600 chilometri di costa della Toscana è rimasta esente da problemi di questo tipo e le spiagge sono prese d’assalto da milioni di turisti.

Nelle foto: La rhizostoma pulmo.

L’acqua del Tirreno è rimasta limpida e bisognava solo fare attenzione alle meduse, specie quelle urticanti. A Livorno, con la consueta ironia, alcuni stabilimenti balneari si sono inventati il ’medusometro’ cioè un cartello che veniva aggiornato ogni giorno e indicava la frequenza più o meno alta di meduse in mare. In questa estate da Livorno fino all’isola d’Elba sono state osservate comunque molte meduse poco urticanti: il “polmone di mare” la classica medusa bianca abbastanza grande e al largo, specie lungo le isole, la bellissima e innocua “cotylorhiza”, vera opera d’arte della natura.

Mentre è ben più temibile, anche se piccola, è la “pelagia noctiluca”, rosa-violetto di circa 10 centimetri di diametro dotata di 8 lunghi tentacoli retrattili, molto urticanti e semi-trasparenti, che partono dai bordi e si possono estendere fino a 2 metri. Il problema del progressivo riscaldamento delle acque del mare però ha dei risvolti più inquietanti nella diffusione di specie aliene di pesci, crostacei e alghe. E questo può essere un problema ben peggiore, come si è visto già con il proliferare del granchio blu anche in  alcune coste della Toscana.

Pubblicato il
28 Agosto 2024

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio