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VENERDì 2 E SABATO 3

Livorno capitale del dialogo fra le città mediterranee

A "Medì" con Sant'Egidio la "diplomazia della gente comune"

LIVORNO. L’hanno chiamato semplicemente “Medì”: una sorta di diminutivo confidenziale per indicare il Mediterraneo come spazio comune. E per dare il nome alla rassegna di incontri internazionali che la Comunità di Sant’Egidio promuove ogni anno a Livorno in nome delle relazioni fra città del bacino mediterraneo. Del resto, Livorno è una città storicamente senza ghetto e agli organizzatori è parsa il luogo giusto per mettere in piedi «uno spazio di dialogo con le società civili, le fedi religiose, le persone del Mediterraneo».

Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio

Sotto i riflettori c’è il tema della città. Anzi: delle città, al plurale. Il motivo? «Con la crisi degli stati-nazione, sono divenute un soggetto rilevante nel panorama umano contemporaneo», viene spiegato presentando l’iniziativa. Quest’anno l’evento è in programma a Livorno al teatro Goldoni, oggi venerdì 2 maggio (dalle ore 17) e domani sabato 3 (dalle ore 9,30): Sant’Egidio la promuove in collaborazione con il Comune di Livorno, la Diocesi, l’Istoreco e con il patrocinio della Regione Toscana.

In questa edizione i rappresentanti di Barcellona, Beirut, Genova, Lampedusa, Trieste e Malta  verranno a Livorno sul palcoscenico di “Medì” per dire una cosa chiara: “Le città vogliono vivere”, questo il titolo-argomento di quest’anno. E come sempre a  dare voce alle città mediterranee saranno, prima ancora che i rappresentanti istituzionali, una vasta gamma di figure – nell’arco di dieci anni, oltre trenta le città intervenute e 90 gli ospiti a rappresentarle – che ne incarnano lo spirito sotto profili differenti. Di più: proprio la diversità delle esperienze e il ventaglio del pluralismo diventa l’emblema della «proposta tipica della cultura mediterranea». In quel “vogliono vivere” – spiegano gli organizzatori – c’è tutto il no alla guerra, ora «pericolosamente “riabilitata” come mezzo di offesa e di difesa, di conquista e di guadagno».

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana

Non è un caso che “Oltre la guerra” sia il titolo della prima conferenza in agenda nel pomeriggio di oggi venerdì 2: appuntamento alle 17 al teatro Goldoni, come detto. Dopo i saluti del vescovo Simone Giusti e del sindaco Luca Salvetti, l’intervento del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Alle 18 la relazione storica di Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, ex ministro e voce autorevole nel richiamo alla pace: seguiranno le voci dell’architetto Khaled Rifai, di Beirut; di due giovani storici come Giovanni Brunetti, di Livorno, e Meritxell Tèllez, di Barcellona. Oltre alla testimonianza dell’antropologa Anastasjia Piliavski, di Odessa, punto nevralgico del conflitto russo-ucraino.

Nella seconda giornata, sabato 3 maggio, dalle 9.30, gli occhi puntati su una delle conseguenze dei conflitti, i movimenti migratori: partecipano Pierangelo Campodonico, storico e direttore del Museo del Mare e del Museo delle migrazioni di Genova, e Darya Majidi, imprenditrice, di origine iraniana e livornese di adozione; con le testimonianze di Vito Fiorino, l’artigiano di Lampedusa che ha tirato fuori dal legno delle barche dei naufragi, molte vite e la croce del Mediterraneo; di Maria Quinto, responsabile per Sant’Egidio, dei ‘Corridoi umanitari’ che da Beirut hanno portato in Europa, attraverso una via legale e sicura, migliaia di profughi dalle guerre odierne; di Shahed Hammal, una ragazza siriana, volontaria a Lattakya, attiva nel sostegno ai tanti bambini senza casa o senza famiglia che vivono sulle strade di questa martoriata città.

Nella terza sessione, dalle 11 di sabato, un ritratto inedito del “vivere mediterraneo”, con Pietro Spirito, giornalista e scrittore di Trieste, e Manuel Delia, giornalista, di Malta.

Monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno

 

Pubblicato il
30 Aprile 2025
Ultima modifica
4 Maggio 2025 - ora: 02:03

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