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Autotrasporto, ultimatum sulle accise

ROMA – Da oltre un anno la CNA-Fita, sta insistendo in modo deciso sul problema che, già dall’estate del 2011, ha rappresentato e ancora rappresenta una delle priorità principali: arginare e contrastare il caro gasolio.

“L’aumento del gasolio – scrive CNA alle altre associazioni dell’autotrasporto – sta soffocando le nostre imprese come le vostre, senza distinzioni tra mono veicolari e operatori più strutturati che, inevitabilmente, ogni giorno, in Italia sono costretti, obtorto collo, a pagare un prezzo imposto e del tutto fuori mercato rispetto all’Unione Europea.

[hidepost]Un prezzo, quello del gasolio italiano, che non ha eguali nei paesi a noi confinanti come in quelli di recente entrati nel mercato unico europeo che quotidianamente, sfruttando il margine loro garantito sul gasolio, ci mettono fuori mercato senza dover per questo commettere abusi. Con il gasolio alle stelle, ma soprattutto con un prezzo schermato dalle normali regole di un mercato libero, abbiamo trasformato tanti “abusivi” in perfetti concorrenti che stracciano le nostre tariffe. Tutti gli operatori a noi associati, più o meno strutturati, gridano con rabbia questa bruciante verità che solo parzialmente trova sollievo nei costi minimi di sicurezza che in teoria li avrebbero dovuti mettere al riparo dal caro gasolio.

“Così non è stato – continua CNA – nonostante in quest’ultimo anno qualche risposta come il rimborso anticipato delle accise e la loro trimestralizzazione sia arrivata, l’escalation dei prezzi alla pompa come sull’extra-rete ci impone una riflessione ma a maggior ragione un’unica e forte richiesta che aggiunga alla voce della CNA-Fita la vostra vibrante coralità. Come sapete quando protestammo il 25 luglio 2011 per contrastare il caro accise, invitammo tutti voi, chiedendovi di aderire. Oggi quel percorso potrebbe convincere l’Esecutivo a seguire l’esempio francese, che ha ridotto di 6 centesimi il prezzo del carburante, e a intervenire per promuovere l’avvio della necessaria riforma che disincentivi il conto proprio a favore del conto terzi, garantendo solo a quest’ultimo il rimborso delle accise. Una riforma, questa, sempre annunciata ma mai avviata.

”Nelle crisi non tutti i mali vengono per nuocere e in questi frangenti spesso è possibile fare ciò che non è stato possibile fare in precedenza, garantendo risultati concreti e soprattutto duraturi nel tempo.

“La CNA-Fita ha richiesto pochi ma chiari segnali nella direzione di una risposta al caro gasolio non estemporanea ma il più possibile di prospettiva e duratura. Abbiamo chiesto di reintrodurre il meccanismo dell’accisa mobile per evitare che oggi, come in futuro, il Governo possa essere cointeressato dall’aumento dei prezzi che gli garantisce inevitabilmente maggiori introiti. L’accisa mobile dunque è l’unico argine possibile, oggi, per disincentivare lo Stato dall’aumentare la tassazione sui carburanti che come risultato più immediato e in assoluto più pericoloso per tutti noi, comporta sul mercato l’aumento del prezzo industriale e quindi del prezzo finale.

Se poi approfondiamo la folle crescita della tassazione e dei suoi effetti, possiamo affermare che la nostra categoria è doppiamente penalizzata, considerando che il rimborso delle accise lascia fuori tutti coloro che operano al di sotto delle 7,5 ton e che, per chi opera al di sopra, tale rimborso risulta essere solo parziale. Inutile poi aggiungere ulteriori considerazioni su come questo procedere intacchi pesantemente la liquidità già esigua delle nostre imprese che pagano prezzi imposti, accise spropositate e anticipano su tutto il 21% di iva.

”Da indiscrezioni di stampa si parla di un possibile intervento del Governo in linea con le nostre richieste sulla reintroduzione dell’accisa mobile. Le stesse indiscrezioni riferiscono di una probabile riduzione delle accise conseguente nell’ordine di 1 massimo 3 centesimi. Un risultato insoddisfacente che suonerebbe come una beffa per l’autotrasporto come per tutti. Per questo, consapevoli di poter ottenere un beneficio concreto per le nostre imprese, vi chiediamo di unirvi a noi nella richiesta di un taglio di almeno 10 centesimi. Un risultato che il Governo può garantire tagliando le tasse attraverso l’accisa mobile, recuperando le risorse oggi rimborsate al conto proprio, richiedendo eguale comportamento ai petrolieri che, come in Francia, dovrebbero ridurre i loro prezzi di almeno 5 centesimi. Infine, se tutto ciò non bastasse, il Governo intervenga sui giochi e sulle lotterie dimostrando che anche per lui la priorità oggi è quella di disinnescare la “bomba” del caro carburante.

Sul caro gasolio non si può indugiare o fare distinguo. Sul caro gasolio si può essere uniti, anzi si deve, per perseguire ogni risultato concreto possibile. Se di risultato si potrà parlare forse lo sarà perché tutti voi vi unirete a noi nel richiedere un intervento deciso del Governo sul caro-gasolio.

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Pubblicato il
26 Settembre 2012

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