I traffici nel porto di Ancona: in crescita i container, giù i passeggeri
Complessivamente il sistema portuale del mar Adriatico Centrale cresce dell’1%

Vincenzo Garofalo, presidente dell’Authority di Ancona
ANCONA. Non sarà una crescita travolgente ma quell’un per cento in più consente al sistema portuale del mar Adriatico Centrale, quartier generale a Ancona, di mandare in archivio il 2025 come una annata con il segno “più”: totale 11,4 milioni di tonnellate movimentate. Con Ancona e Ortona che fanno registrare ambedue un incremento del 2% mentre Vasto è arretrato di dieci punti percentuali rispetto al 2024.
Ancona se l’è cavata abbastanza bene sul fronte container (più 8%): 1,1 milioni di tonnellate nei container imbarcati e sbarcati nel porto marchigiano con una «inversione di tendenza positiva in un contesto in cui – viene sottolineato – permangono gli effetti delle turbolenze internazionali che durante il 2025 hanno continuato a limitare i transiti per il canale di Suez». In termini di teu si è andati a un passo da quota 155mila (più 2%).
Ma l’aumento più sensibile è sul versante delle merci non unitizzate: general cargo e rinfuse solide. In crescita del 50% rispetto al 2024, hanno raggiunto le 475mila tonnellate. Dal quartier generale dell’Authority dorica lo vedono come «un segnale favorevole che pare indicare la capacità degli operatori del porto di trovare nuove opportunità di mercato e filoni di traffico con potenziale di ulteriore sviluppo». Questo – viene messo in risalto – conferma inoltre «la scelta dell’Autorità di sistema portuale di investire per potenziare le infrastrutture per queste tipologie di carichi: dalla rinnovata concessione all’area ex-carbonile, ora convertito in centro logistico, alla demolizione dei nastri trasportatori per il carbone su banchina 25 per facilitare la movimentazione delle diverse tipologie di carico, sino al dragaggio di prossimo avvio per consentire l’accesso di navi con maggiore pescaggio».
In arretramento di due punti invece il traffico merci su traghetto (meno 2%) e dei veicoli pesanti in transito (meno 1%): è un aspetto che l’istituzione portuale di Ancona collega alla «temporanea sospensione di una linea traghetti tra Ancona e Spalato per una parte del 2025» mentre i volumi relativi alle linee con la Grecia e l’Albania «non fanno osservare invece particolari oscillazioni».
Oltre i 4 milioni di tonnellate le rinfuse liquide destinate allo stabilimento petrolifero di Falconara Marittima: in linea con l’anno precedente ma con un balzo in avanti dei prodotti petroliferi raffinati (più 14%).
Dall’Authority di Ancona si giustifica la mezza batosta registrata in fatto di traffico passeggeri: Ancona registra 817mila transiti nel 2025 (739mila passeggeri dei traghetti e 78mila crocieristi): nel complesso, meno 12% rispetto al 2024. Il motivo, dicevamo: «Pare aver risentito di quelle variazioni strutturali di mercato anticipate dagli studi di traffico dell’Autorità di sistema portuale, valide per tutti i porti adriatici (diffusione collegamenti aerei, minore tempo per gli spostamenti), nonché della reazione delle compagnie armatoriali alle innovazioni normative, in primis l’Ets che penalizza le tratte di medio raggio tra Paesi Ue», dice l’ente portuale, presentando i dati.
Tutto questo però non vale a Pesaro: qui la tendenza è opposta, visto che i 14.400 passeggeri passati dalle banchine pesaresi sono il 26% in più a paragone del 2024. Con una sottolineatura: 13.800 sono stati i passeggeri sulla linea veloce verso l’Istria e le isole croate, invece le toccate delle piccole crociere hanno portato 626 escursionisti anglosassoni nel Pesarese nel corso della stagione.
Parlando degli scali abruzzesi, va detto che il porto di Ortona nel 2025 ha movimentato complessivamente 1,3 milioni di tonnellate di merci, in crescita del 2% rispetto al 2024. Un’altra annata positiva trainata dalla movimentazione di cereali (più 21%): nel 2026 tutto questo – viene fatto rilevare – potrà beneficiare della piena operatività della banchina di riva, recentemente rimessa in disponibilità dopo l’investimento Pnrr di 13 milioni di euro per il suo potenziamento. Ortona inoltre supporta l’unico traffico passeggeri marittimo d’Abruzzo con 770 crocieristi in transito.
Di tutt’altro segno l’andamento dei traffici a Vasto: il calo è più contenuto nelle rinfuse liquide (meno 2%), che rappresentano la parte preponderante dei traffici del porto, mentre sul fronte rinfuse e general cargo, da un lato, e su quello dei semirimorchi spediti via nave, dall’altro, l’arretramento raggiunge rispettivamente il meno 17% e il meno 37%.
Queste le parole del presidente dell’Authority, Vincenzo Garofalo: «Il traffico contenitori in ripresa indica che il porto di Ancona ha un potenziale che potrebbe essere espresso dal mercato appena le condizioni internazionali aumenteranno la sicurezza della navigazione nel mar Rosso. Anche il traffico rinfuse oggi evidenzia che gli operatori dello scalo riescono a catturare nuovi traffici sfruttando posizione e capacità del porto. Gli interventi su banchina 23 e il progetto aggiornato della banchina 27 devono quindi procedere con determinazione per accompagnare questa crescita». Aggiungendo poi: «Sul fronte dei passeggeri continueremo l’opera di qualificazione dell’offerta sia come infrastrutture che in servizi, sapendo però che molto dipenderà dalla valutazione delle autorità comunitarie rispetto alla disciplina delle tassazioni sulle emissioni, i cui limiti e distorsioni stanno divenendo sempre più evidenti, e non solo a livello italiano».
Relativamente ai porti abruzzesi, Garofalo segnala: «Anche i risultati del porto di Ortona sono positivi e l’auspicio è che la fine dei cantieri del Pnrr veda crescere ancora i traffici, mentre sono in preparazione degli interventi di breve periodo per migliorare l’accessibilità marittima del porto. Il porto di Vasto ha subìto nel 2025 una congiuntura lievemente negativa, ma l’approfondimento dei dati fa ritenere al momento la situazione occasionale. Proseguirà quindi il confronto con operatori ed Istituzioni ancora competenti per lo sviluppo delle opere portuali per far sì che anche Vasto riesca a portare risultati positivi».











