Marittimi elbani senza medico, l’ultimo ha lasciato dopo i mancati stipendi
Il caso sollevato da Amadio (Fdi) in Regione. L’assessora: colpa del ministero

Medico con lo stetoscopio
FIRENZE. C’è una situazione di «gravissima carenza di assistenza sanitaria per i lavoratori marittimi dell’Isola d’Elba» dopo le dimissioni dell’ultimo medico fiduciario dei servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante che sono articolazioni del ministero della salute con il compito di occuparsi di sanità marittima. La questione è stata al centro di una interrogazione in consiglio regionale per iniziativa di Marcella Amadio (Fdi) alla quale ha risposto in aula l’assessora alla sanità Monia Monni.
«Anch’io sono preoccupata e penso sia pericoloso e ingiusto lasciare centinaia di lavoratori senza copertura sanitaria», dice l’assessora. Ma con una sottolineatura: «Il personale di cui si tratta nell’interrogazione non è del servizio sanitario nazionale né regionale ma del servizio sanitario naviganti, opera nell’ambito di un rapporto specifico, riferibile al ministero della salute».
Era stata Amadio a sollevare il problema segnalando «la difficile situazione degli oltre 300 marittimi dell’Elba che si ritrovano senza medico fiduciario, nonostante sia obbligatorio effettuare una visita ogni due anni per garantire la sicurezza degli stessi lavoratori». L’esponente di Fratelli d’Italia aveva sollevato il problema spiegando che l’ultimo medico fiduciario della Cassa Marittima in servizio all’Elba se n’era andato dopo che il servizio di assistenza sanitaria al personale navigante non gli ha pagato i compensi per più di un anno.
Dopo aver ricordato che il servizio per i naviganti è in mano al ministero della salute, l’assessora Monni contrattacca: «Sono io che chiedo a voi come mai il ministero della salute non ha pagato lo stipendio per un anno ad un suo dipendente e come pensa di sostituirlo senza pagarlo.”
Nella replica, la consigliera dell’opposizione di centrodestra è andata al contrattacco: «Informo l’assessora che è stata fatta un’interrogazione parlamentare su questa questione, però è anche vero che se il problema c’è non deve essere un consigliere regionale a farlo presente, ma l’assessore dovrebbe esserne a conoscenza. E occuparsene: magari sollecitando il ministro anche con una semplice telefonata».











