Il patto con il più grande cantiere al mondo gonfia le vele di Bar Technologies
Energia dal vento per la propulsione della nuova generazione di navi

L’accordo fra Bar Tecnologies e i coreani di Hhi, il più grande cantiere navale al mondo
ATENE. Un’alleanza relativa ai sistemi di propulsione assistita dal vento (“WindWings”): l’hanno messa nero su bianco Hd Hyundai Heavy Industries (Hhi) e Bar Technologies con un “memorandum of understanding” che vede l’interesse per le nuove vele tech “WindWings” da parte di «uno dei principali costruttori navali al mondo, con il suo cantiere di Ulsan riconosciuto come il più grande impianto di costruzione navale a livello globale», com’è stato segnalato in una nota che annuncia l’intesa.

Esempio di WindWngs, le vele tech ad ala rigida di Bar Technologie
“WindWings” è una soluzione che porta la firma di Bar Technologies, realtà con targa inglese di Portsmouth nata come spin-off dell’ex team britannico di Coppa America: il cuore sono grandi vele rigide alte 37 metri che hanno un design attento all’aerodinamica e sono automatizzate per orientarsi in maniera da sfruttare al meglio il vento così da aiutare la propulsione delle navi e far risparmiare carburante e emissioni. L0azienda dichiara che una superpetroliera da 300 metri con 5 di queste vele rigide sulla rotta transpacifica è in grado di risparmiare per ogni giorno di navigazione 10,7 tonnellate di carburante e oltre 33 di CO2, una patroliera medio-grande da 80-120mila tonnellate con tre vele può consumare ogni giorno poco meno di 6 tonnellate di carburante e emettere oltre 18 tonnellate di CO2 in meno.
L’accordo – viene fatto rilevare – stabilisce «un approccio ingegneristico congiunto nella fase di progettazione della nave». Obiettivo: un’applicazione «più integrata e coerente» di “WindWings” nella costruzione delle nuove navi. Il patto fra le due aziende mira a consentire uno sviluppo tecnico che interfaccia le due realtà in nome della collaborazione fra il colosso coreano e l’azienda inglese riguardante «il design a tre elementi della vela ad ala rigida e nel suo potenziale contributo all’efficienza del carburante e alla riduzione delle emissioni nel trasporto marittimo commerciale».
Lo sprint in più nasce dall’aumento dei costi del carburante e della pressione delle nuove regole di settore, spiega John Cooper, il numero uno dell’azienda inglese: «La domanda per gli armatori non è più se utilizzare l’energia eolica, ma con quale rapidità». Aggiungendo poi: «La partnership con cantieri navali di livello mondiale come Hhi è indispensabile per fare in modo che la propulsione eolica evolva dalla fase di adozione iniziale e passi alla costruzione navale tradizionale».
È previsto che la partnership aiuterà «l’espansione della propulsione eolica in una gamma più ampia di segmenti navali, comprese le navi gasiere»: gli armatori – viene messo in evidenza – sono alla ricerca di «soluzioni valide per aumentare l’efficienza e limitare le emissioni». La potenzialità di espansione si deve al fatto che Hyundai Heavy Industries ha «consegnato oltre 5mila navi ad armatori in più di 60 Paesi nel corso della sua storia a partire dalla sua fondazione»: il gigante asiatico ha «le dimensioni e la presenza nel settore per «sostenere in modo efficace tale crescita in una vasta gamma di tipologie di navi».
Il protocollo d’intesa – viene sottolineato – ha «una durata iniziale di tre anni»: al centro mette «l’obiettivo comune di implementare su larga scala tecnologie pratiche a basse emissioni nel settore marittimo». È da aggiungere che, anche sulla base del pressing di nuove regole e concorrenza commerciale, la propulsione eolica sta diventando «una leva man mano più rilevante per gli armatori che puntano a ridurre il consumo di carburante e aumentare l’efficienza all’interno di un quadro di regole sempre più stringenti».
L’intesa fissa l’attenzione sulle vele “WindWings” che già esistono su navi di nuova costruzione e sono attualmente in via di ammodernamento: se ne vuol agevolare – viene indicato – «una maggiore integrazione nella progettazione navale» e si mira a creare «un percorso di adozione più scalabile e standardizzato». Questa è una fase in cui le compagnie di navigazione «guardano con crescente attenzione all’energia del vento, una fonte energetica completamente scalabile e priva di combustibili, per ridurre le emissioni e rispettare standard normativi via via più stringenti», com’è stato ribadito annunciando l’accordo.
Queste le parole di Hongryeul Ryu, vicepresidente esecutivo senior e responsabile tecnico di Hd Hyundai Heavy Industries: «Con questa collaborazione tecnico-commerciale con Bar Technologies e lo sviluppo congiunto di “WindWings”, abbiamo l’intenzione di supportare una più ampia adozione e il progresso tecnologico dei sistemi di propulsione eolica come aspetto fondamentale del trasporto marittimo di ultima generazione. L’intesa va al di là della pura e semplice integrazione tecnologica: è un passo avanti verso una mutazione radicale della maniera in cui le flotte vengono progettate per il futuro. Nelle nostre vesti di costruttore navale che è punto di riferimento nel percorso di decarbonizzazione dell’industria marittima globale, prendiamo impegno a dare il nostro contributo per guidare questa transizione».
Così il commento di John Cooper, amministratore delegato di Bar Technologies: «Abbiamo già provveduto a installare “WindWings” su un rilevante quantitativo di navi di nuova costruzione. Con questo accordo abbiamo l’intenzione di compiere un ulteriore passo avanti e allargarci a nuovi segmenti. Grazie alla collaborazione con Hyundai Heavy Industries andiamo oltre gli ordini esistenti: si estende la propulsione eolica alla progettazione navale, anche in settori come quello delle navi gasiere».











