La nuova diga foranea del porto di Genova: realizzato il primo chilometro
È stato posato il 23° cassone, al lavoro per consolidare il fondale

La realizzazione della nuova diga foranea di Genova mediante la predisposizione dei cassoni
GENOVA. La posa del 23° cassone ha fatto superare alla nuova diga foranea di Genova una soglia simbolica: si è superato il primo chilometro di lunghezza complessiva. A dirlo è l’Authority guidata da Matteo Paroli a Palazzo San Giorgio, sottolineando che è stato contrassegnato «un nuovo traguardo nell’avanzamento del più importante intervento infrastrutturale marittimo in corso nel Paese».
L’attività di cantiere procede senza interruzioni, dicono dal quartier generale dell’istituzione portuale rimarcando il fatto che l’operatività è garantita «sette giorni su sette»: in parallelo alla posa dei cassoni, proseguono – viene messo in evidenza – «le operazioni di consolidamento del fondale marino, fase essenziale per garantire la stabilità e la durabilità dell’infrastruttura».

La posa di alcuni dei cassoni della nuova diga foranea di Genova
La realizzazione della nuova infrastruttura in costruzione a Genova – viene fatto rilevare – coinvolge oggi «una vasta comunità tecnica composta da ingegneri, tecnici, operatori marittimi, sommozzatori e personale specializzato nelle lavorazioni offshore e nella logistica portuale». È un conglomerato di professionalità differenti che si fanno sistema: ciascuna per la propria parte, contribuisce ogni giorno alla costruzione di questa grande pubblica. Ma, come viene detto, è anche «n’importante occasione di valorizzazione delle professioni del mare, patrimonio storico e identitario del territorio genovese, oggi reinterpretato attraverso innovazione, sicurezza e formazione continua».
A cosa serve la nuova diga? Nella configurazione avanzata, «distanziata dalla costa e progettata per accogliere le navi di ultima generazione», la nuova diga foranea permetterà di «incrementare l’accessibilità nautica e la sicurezza delle manovre portuali, introducendo un significativo salto di scala nelle capacità operative dello scalo genovese». In tal modo si punta a rafforzare la competitività internazionale del porto di Genova, viene ribadito: per «favorire nuovi traffici e attrarre investimenti», e generare al tempo stesso «occupazione qualificata, competenze e valore per il territorio e per l’intero sistema Paese», secondo quanto mette in risalto l’Authority genovese.
Così il commento di Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale: «Raggiungere il primo chilometro della nuova diga foranea rappresenta una tappa importante nell’avanzamento di un’opera strategica per il futuro del porto di Genova e dell’intero sistema logistico nazionale. Non è soltanto un traguardo tecnico: è la dimostrazione concreta di come una visione di lungo periodo possa tradursi in risultati reali attraverso il lavoro quotidiano di molte persone». Poi Paroli rincara la dose: «Stiamo parlando del principale intervento di un più ampio programma di investimenti pubblici che, tra Genova e Savona, vale complessivamente 3,6 miliardi di euro. Opere di questa portata richiedono capacità progettuale, qualità amministrativa, continuità decisionale e una forte collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte. Sono questi gli elementi che consentono di trasformare le risorse disponibili in infrastrutture in grado di generare competitività, sviluppo e nuove opportunità di investimento».
Il presidente dell’ente portuale della Lanterna spedisce il proprio grazie a «tutte le istituzioni coinvolte e ai soggetti che stanno contribuendo alla realizzazione dell’opera» e soprattutto alle strutture tecniche e amministrative dell’Authority e all’ingegner Marco Vaccari, direttore delle Opere Speciali («da anni segue questo progetto con competenza, dedizione e senso di responsabilità, insieme a tutto il personale dedicato a portare avanti un ingente programma di interventi»). La nuova diga – afferma – è «certamente un’opera di straordinaria complessità ingegneristica, ma è anche il risultato del lavoro quotidiano di molte persone che, spesso lontano dai riflettori, assicurano il coordinamento delle attività, la gestione delle procedure e il costante avanzamento del progetto».











