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ASSOGASLIQUIDI. IL REPORT

Il Gnl cresce (più 11%) ma frena l’uso nell’autotrasporto

La prospettiva di un possibile boom nella propulsione delle navi

La presentazione del dossier realizzato da Bip per Assogasliquidi sul mercato del Gnl

ROMA. Cresce di undici punti percentuali nel 2025 il mercato italiano del gas naturale liquefatto (Gnl) raggiungendo la quota di 231mila tonnellate di consumi complessivi. Ma con un “ma”: proprio il segmento più rilevante, cioè l’autotrasporto che di per sé vale qualcosa come tre quarti dell’intero volume di consumi, ha un incremento di appena il 3%, rivelandosi come il settore che ha camminato passin passino mentre altrove l’ascesa è stata ben più impetuosa.

A cosa è dovuto questo rallentamento della corsa fra i camion? Occhi puntati sulla dinamica del rinnovo delle flotte con il “fine vita” dei veicoli esistenti. Nell’arco dei dodici mesi dello scorso anno le immatricolazioni di camion alimentata con Gnl sono state 326 unità: è «una ripresa limitata e non sufficiente a sostenere una domanda strutturale». Sta di fatto che il Gnl costituisce «ancora una quota marginale sul dato complessivo»: si arriva a malapena allo 0,5%. Da segnalare comunque che i punti vendita sono saliti a 180 (più 3%).

Sono questi alcuni dei dati saltati fuori nel report intitolato “Il mercato del Gnl nel 2025: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”. L’ha realizzato Bip per conto di Assogasliquidi-Federchimica.

Aumenta di più l’industria, dice il dossier: i consumi di questo settore salgono a 50mila tonnellate e dunque arrivano a rappresentare una “fetta” pari al 22% del totale. Per capirci: in un anno il numero degli impianti industriali alimentati a Gnl è aumentato del 16%. Ma i numeri restano per adesso ancora troppo piccoli in rapporto al sistema industriale nel suo complesso: comunque nel 2025 si contavano 67 fabbriche in “moto” grazie al Gnl, erano 67 l’anno prima. Cosa traina l’incremento? Segnalando che questo segmento si conferma «il più stabile, soprattutto in aree “off-grid”, il report indica:

  • diffusione di contratti di fornitura a lungo termine,
  • maggiore competitività rispetto agli oli combustibili,
  • benefici legati alla riduzione di emissioni locali
  • costi degli Ets.

Ma è sul settore marittimo che il dossier di Assogasliquidi-Federchimica sembra guardare con particolare interesse, indicandolo come «segmento emergente e principale “driver” futuro». Beninteso, siamo ancora agli inizi: il 2025 – viene sottolineato – ha messo in campo le prime operazioni di bunkeraggio navale da nave a nave. È un «comparto ancora in fase iniziale ma caratterizzato da un elevato potenziale di crescita»: questo il giudizio di prospettiva.

Vale la pena di mettere in risalto che sul fronte infrastrutturale sono operative tre navi bunker, con una quarta il cui ingresso in campo è in preventivo nel 2026. Cresce la flotta Gnl nei mari italiani (traghetti merci/passeggeri, crociere e cargo): a livello globale, le navi alimentate con gas naturale liquefatto erano 894 a fine 2025 ma con la previsione di andare oltre quota 1.600 entro il 2030.

Il report individua nel settore marittimo il settore che ha le maggiori aspettative di domanda futura: è ritenuto «potenzialmente in grado di passare in tre anni da quasi 6mila tonnellate del 2025 a 190mila tonnellate nel 2028 nello scenario più favorevole.

Proprio guardando agli scenari previsionali da qui al 2028, il report indica tre ipotesi di evoluzione del mercato. La prima è quella più pessimista: immagina una contrazione marcata dell’autotrazione, una crescita limitata del settore navale, l’assenza di strumenti incentivanti e stima che, con questo scenario, si possa avere un incremento molto soft che porterebbe nel 2028 i consumi a quota 303mila tonnellate. La terza è quella senz’altro ottimista: il contesto vede la piena valorizzazione del Bio-Gnl, sviluppo infrastrutturale e incentivi strutturali, con forte crescita dei comparti e le previsioni di crescita vedrebbero un incremento dei consumi di Gnl fino a 460mila tonnellate annue nel 2028, «raddoppiando i volumi attuali».

Così il commento di Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi: «I dati indicati da Bip rilevano una stabilizzazione dei consumi, sebbene si registri una significativa crescita nel settore industriale e prospettive eccellenti nel navale». Sta di fatto che il settore del trasporto stradale risulta invece «stabile sui consumi dell’anno precedente ma con un trend di crescita rallentato, nonostante le prospettive di sviluppo di assoluto rilievo».

Costantino Amadei, presidente del Gruppo Gnl di Assogasliquidi-Federchimica

C’è bisogno di spingere di più su quel versante, dice Assogasliquidi:  Costantino Amadei, presidente del Gruppo Gnl dell’associazione, spiega che ci si attende novità positive dal ministero delle infrastrutture. Riguardo a cosa? «Al piano incentivi per il rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto – ricorda Amadei – e anche rispetto alla nostra richiesta di estendere il credito di imposta per le imprese anche in favore del Gnl e Bio-Gnl».

Amadei indica «nella intraprendenza delle nostre imprese e nella posizione geografica» una accoppiata di fattori che offrono «opportunità di crescita enormi». E tuttavia il margine – avverte – «dipende soprattutto dalle decisioni di politica energetica nazionali ed europee: occorre sostenere la domanda nell’autotrasporto per ridurre il gap di Tco (acquisto e gestione) rispetto ai carburanti tradizionali e favorire il rinnovo delle flotte». Senza dimenticare che «dobbiamo accelerare lo sviluppo del bunkeraggio marittimo: semplificare e standardizzare le procedure autorizzative, dare piena attuazione alle linee guida nazionali, aumentare l’attrattività dei porti italiani».

 C’è anche un altro aspetto che merita attenzione: è il Bio-Gnl. Amadei invita a definire un quadro normativo stabile: il Gnl versione “bio” vede sfavorita la penetrazione di mercato oggi come oggi «per via di incertezze regolatorie e sugli strumenti adatti a comprovare le caratteristiche di sostenibilità del prodotto (Go, PoS, PoC), nonché da sistemi di certificazione non armonizzati».

L’esponente dell’associazione di categoria mette l’accento anche sul fatto che «a livello normativo va rafforzata la valorizzazione di questo biocaburante prevendendo, nel decreto nazionale di recepimento della Red III, ulteriori maggiorazioni per il Bio-Gnl in fase di attribuzione dei “certificati di immissione in consumo”». Lo ripete invitando a guardare ai modelli più avanzati adottati in Europa: ad esempio, il sistema Thg tedesco («consente in Germania una importante competitività  del Bio-Gnl»), oltre alla possibilità di attribuire i certificati anche agli operatori che immettono il prodotto in consumo.

L’ultima sottolineatura di Amadei riguarda l’utilizzo degli importi incamerati da Ets e FuelEu: vanno utilizzati «per sostenere investimenti e diffusione di combustibili a minore intensità carbonica come il Gnl o il Bio-Gnl». L’andamento della traiettoria futura di questo settore – dice – «dipenderà in modo decisivo da tre fattori: quadro regolatorio, politiche di incentivazione e sviluppo infrastrutturale».

Pubblicato il
18 Giugno 2026

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