La scienza che si prende cura: al centro della “Notte dei ricercatori”
Appuntamento il 25 settembre con la “Bright Night”: il sapere incontra la gente

Il logo della Bright Night, la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori
PISA. L’appuntamento è in agenda per venerdì 25 settembre: è di scena la “Bright-Night”, la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori. Stiamo parlando dell’iniziativa che porta la firma della Commissione Europea: in cartellone con cadenza annuale per far uscire «la ricerca fuori dai laboratori e nelle piazze, nei musei, nelle scuole e nei luoghi della vita quotidiana», così da innescare «occasioni di incontro e dialogo tra scienza e società», com’è stato sottolineato nella presentazione da parte degli organizzatori.
Non solo: il fascino della ricerca in sé come progresso umano. Occhi puntati su una idea di ricerca «come strumento di cura per le persone, le comunità e il pianeta»: l’agenda degli eventi mette in fila nelle cento piazze della Toscana «incontri, esperimenti e attività per riflettere insieme sul futuro». Oltre al finanziamento di Bruxelles, c’è il sostegno della Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì
“Bright Night” è un gioco di parole che al fascino della “notte” splendente dedicata alla scienza unisce l’acronimo “Brilliant Researchers Impact on Growth Health and Trust in Research”: dietro c’è l’idea – viene sottolineato – di una ricerca «capace di generare crescita, salute e fiducia». Tutti valori che, come spiegato, nell’edizione di quest’anno «trovano una sintesi nel tema del prendersi cura». Scopo: promuovere una visione della scienza come «bene comune, capace di rispondere ai bisogni della società e contribuire alla costruzione di un futuro più equo e sostenibile».
Come detto, l’edizione di quest’anno porterà sotto la luce dei riflettori il tema del “prendersi cura”: inteso – viene fatto rilevare – come «responsabilità verso le persone, le comunità, le relazioni e l’ambiente». Aggiungendo poi: «In un contesto segnato da profonde trasformazioni sociali, ambientali e tecnologiche, la ricerca è chiamata a contribuire in modo concreto al benessere collettivo, promuovendo un sapere attento, etico e accessibile».
La Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori edizione 2026 ha l’ambizione di spingere il pubblico a «scoprire come la scienza possa diventare uno strumento di cura attraverso molteplici prospettive: dalla salute e dal benessere delle persone alla sostenibilità ambientale, dalla partecipazione delle comunità alla diffusione della conoscenza, fino allo sviluppo responsabile delle nuove tecnologie». Con una sottolineatura del tutto particolare: le opportunità e le sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Il programma lo troverete a tempo debito sul sito web www.bright-night.it. Ancora non c’è il cartellone dettagliato ma gli organizzatori spiegano che «anche quest’anno le città toscane si animeranno con workshop, esperimenti, dimostrazioni, talk, mostre, spettacoli e visite guidate a musei e laboratori». Non basta: è previsto che ricercatrici e ricercatori incontrino cittadine e cittadini per «raccontare il proprio lavoro e mostrare come la ricerca contribuisca ogni giorno ad affrontare le grandi sfide del nostro tempo».
Promotori della manifestazione sono gli atenei toscani (Università di Firenze, Università di Pisa, Università di Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e Scuola Imt Alti Studi Lucca). Insieme ad essi, un’ampia rete di enti di ricerca, a cominciare dall’Area territoriale di ricerca del Cnr di Pisa, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’European Gravitational Observatory (Ego) e l’Inaf Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Fin da ora viene annunciato che, al pari di quanto accaduto nelle altre edizioni degli anni scorsi, verrà data particolare attenzione «alle bambine e ai bambini, alle famiglie e alle scuole, con attività pensate per avvicinare le giovani generazioni al mondo della ricerca e della conoscenza».











