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ORDIGNO BELLICO

Bomba inesplosa scoperta nel cuore del porto di Livorno: alt alle navi, ecco dove

Com’è stata scoperta e cosa si è rischiato. Fra poche ore in azione gli artificieri

La bomba inesplosa trovata nel porto di Livorno: la mappa della zona temporaneamente vietata fino al “cessato pericolo”

LIVORNO. Non bastavano le cento traversie nell’iter per realizzare una nuova infrastruttura così complessa com’è la Darsena Europa, adesso arriva pure il ritrovamento di una bomba inesplosa risalente alla seconda guerra mondiale. L’ordigno è «riaffiorato all’interno dell’area portuale e precisamente in una vasca di stoccaggio provvisorio dei sedimenti di dragaggio davanti alla Torre del Marzocco», come dice l’Authority livornese diramando una nota ufficiale in cui si parla di «massima allerta nello scalo labronico».

Già dai toni si capisce che non è un avviso di routine: sulla base delle fotografie inviate via mail da Livorno, gli artificieri militari, contattati via prefettura e questura, hanno fatto sapere che la bomba in questione è molto pericolosa e dunque occorre utilizzare il più alto grado di cautela.  A maggior ragione perché si tratta di una zona delicatissima, esattamente all’ingresso dell’area più importante del porto: la vasca per il vaglio dei sedimenti è ai piedi della torre quattrocentesca del Marzocco. Siamo praticamente a un passo dal canale d’accesso che consente di entrare/uscire dai terminal contenitori della Darsena Toscana, dalla Darsena 1 e dal Canale Industriale.

In virtù del preoccupato avvertimento da parte degli specialisti militari del settore esplosivi, l’Autorità di Sistema Portuale e la Capitaneria di porto hanno emesso ciascuna una propria ordinanza con cui è stata completamente interdetta l’area a terra e a mare «nel tratto di mare ricadente all’interno del raggio di 381 metri dal punto di rinvenimento del presunto ordigno bellico», come specifica il provvedimento firmato dal contrammiraglio Giovanni Canu in qualità di capo del Circondario marittimo. Lato mare, come prescrive tassativamente la Capitaneria, è vietato sostanzialmente tutto: «la navigazione, il transito e la sosta di qualsiasi unità ed ogni ulteriore attività».

Lo stesso vale nella parte a terra, sempre «entro un raggio di 381 metri», secondo quanto indicato alla prefettura dal Nucleo Artificieri del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza. Un divieto totale che vale «fino alla cessazione del pericolo e comunque sino a diversa disposizione delle autorità competenti», si legge nell’ordinanza firmata dal presidente dell’Authority.

Porto di Livorno, zona Torre del Marzocco: la vasca di stoccaggio dei sedimenti dov’era stata depositata la bomba inesplosa

Da parte dell’ente portuale si avverte che nella mattinata di venerdì 28 «gli artificieri si recheranno sul posto per effettuare le operazioni di bonifica». Nel frattempo, però, il traffico navale resta interdetto fino al “cessato pericolo”. Non in tutto il porto, e in effetti è stata escogitata una soluzione in extremis per limitare i guai: «Nelle more della risoluzione della vicenda, i traghetti della classe “Eco” della compagnia Grimaldi accosteranno stasera [giovedì 27 agosto, ndr] all’accosto 59, nelle aree in concessione alla Porto 2000». A quanto risulta, è intervenuta la polizia municipale per dare assistenza ai passeggeri per i quali era inizialmente previsto l’imbarco in una zona del porto e poi sono stati dirottati ad altri accosti. I divieti hanno contraccolpi anche su una parte della viabilità sulla banchina dirimpettaia, quella del Magnale: il raggio di 381 metri costringerà a modificare i percorsi interni.

È da chiarire quale operazione di dragaggio abbia portato alla luce l’ordigno inesploso: secondo informazioni in attesa di riscontro definitivo, non è del tutto da escludere che possa trattarsi del dragaggio del fondale della Darsena Vecchia, quella accanto alla Fortezza Vecchia, nello specchio di mare davanti al monumento dei Quattro Mori e al Palazzo del Portuale. Comunque sia, da una operazione di escavo delle melme dei fondali portuali l’ordigno è stato visto in mezzo ai sedimenti solo quando è arrivato alla vasca di stoccaggio. Di più: secondo informazioni non ufficiali, quel mucchio di materiale è stato toccato da una ruspa e forse  anche da uno degli addetti. Ripulito in qualche modo da sabbie, detriti e sporcizia, a questo punto il residuato bellico è stato notato. Ed è scattato l’allarme.

Appena avuta consapevolezza dei rischi, da parte dell’Authority è stato chiamato in causa il numero unico dell’emergenze 112 e sono state messe sull’avviso «per le vie brevi» la prefettura, la Capitaneria di porto di Livorno, la polizia di frontiera marittima e i vigili del fuoco. Così da predisporre i divieti cautelativi «in attesa degli accertamenti e delle determinazioni degli artificieri», viene messo nero su bianco nell’ordinanza di Palazzo Rosciano.

«La gravità della situazione – sottolineano dal quartier generale dell’istituzione portuale labronica – ha richiamato immediatamente sul luogo le massime autorità cittadine e marittime per un primo sopralluogo d’urgenza. Subito dopo i primi rilievi è stato attivato un posto di controllo avanzato per coordinare le complesse attività di messa in sicurezza».

Il presidente dell’Authority del Nord Tirreno, Davide Gariglio, il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, e il segretario generale di Palazzo Rosciano, Pierpaolo Danieli durante un incontro sulla Darsena Europa

Pubblicato il
28 Agosto 2026
di MAURO ZUCCHELLI

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