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Crollano di nuovo i noli sul Far East per l’eccesso di stiva con nuove navi

L’entrata in servizio delle portacontainers da 8 a 16 mila teu si somma alla depressione dei traffici – Ancora scarse le possibilità di ripresa

LONDRA – Il continuo afflusso di nuove navi portacontainers sulle rotte tra il Far East e l’Europa, mentre la domanda di spazi rimane bassa per la crisi dei consumi, sta riducendo gli spazi economici di manovra delle compagnie. E non si vede ancora una via d’uscita dalla fase dei bassi noli.
[hidepost]Lo riferisce nella sua analisi settimanale “Alphaliner”, che sottolinea come l’unica contromisura in atto è quella di fermare le navi più piccole, puntando sulle economie di scala. Siamo però a poco più di palliativi, perché si ritiene che i provvedimenti in questione tocchino intorno al 6% soltanto della capacità mensile di trasporto.
I dati delle navi in arrivo non sono tali da generare speranze. Nel secondo quadrimestre di quest’anno entreranno in servizio sulla rotta tra il Far East e il Nord Europa una ventina di nuove unità con portata tra gli 8 mila e i 16 mila teu, in aggiunta alle sette nuove unità con queste caratteristiche già arrivate a marzo scorso. Si è dunque aperta una nuova guerra dei noli, con “tagli” pesanti dall’inizio dell’anno: si parla di 600 dollari su noli che all’inizio di quest’anno erano tra la Cina e l’Europa, intorno ai 1300/1400 dollari a teu.
Le possibili contromisure a questa situazione sono scarse. Le navi vengono consegnate dai cantieri, che naturalmente premono per non ritardare sui loro tempi: e gli armatori che hanno avuto la possibilità di tirare alle lunghe il ritiro hanno sfruttato fino all’ultima settimana questa scelta, senza però risolvere niente di sostanziale. Ci sono state anche strategie diverse per compagnie: c’è chi ha cercato di alleggerirsi con joint-services insieme ad altri, chi ha semplicemente sospeso alcuni servizi e chi invece ha accettato di continuare ad operare anche con percentuali di riempimento molto basse pur di non abbandonare rotte storicamente difese; nella speranza che il vento della crisi possa finalmente cambiare in vento di ripresa.

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Pubblicato il
4 Maggio 2013

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