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Piattaforma logistica al via primo stralcio per merci varie

Due anni circa di lavori e un terminal tutto nuovo di oltre 120 mila metri quadri – La soddisfazione della presidente dell’Autorità portuale

TRIESTE – Dopo un lungo e complesso iter procedurale avviato dalla stessa presidente dell’Autorità Portuale Marina Monassi nel corso del precedente mandato oltre dieci anni fa, si è dato finalmente avvio ai lavori del I stralcio della Piattaforma Logistica, a seguito dell’aggiudicazione definitiva e del contratto stipulato tra l’Autorità portuale e la cordata che vede impegnati, oltre all’Interporto di Bologna e alla società Cosmo Ambiente, il costruttore I.CO.P e il terminalista Parisi.
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Marina Monassi

Il progetto per la realizzazione della “Piattaforma Logistica di Trieste” è compreso nel programma di cui alla delibera CIPE 121/2001 e nell’Intesa Generale Quadro Governo-Regione Friuli Venezia Giulia. Il soggetto aggiudicatore è l’Autorità portuale di Trieste. Il valore dell’intervento è di Euro 132,4 milioni.
Il finanziamento è così assicurato: · 70 milioni nella disponibilità dell’Autorità portuale; · 32 milioni da parte del CIPE (deliberazione n. 75/2006); · 30 milioni a carico del soggetto privato titolare della concessione.
L’opera consiste nella costruzione di un nuovo terminal portuale della superficie complessiva di circa 121.700 mq tra lo Scalo Legnami e lo Stabilimento Siderurgico di Servola.
La durata del cantiere prevista contrattualmente è di 852 giorni decorrenti dalla consegna definitiva dei lavori.

Con la consegna parziale dei lavori si immette il concessionario nelle aree dove sorgerà l’opera per consentire allo stesso di intraprendere le attività necessarie al completamento della progettazione esecutiva, quale la pulizia e lo sgombero delle aree, l’esecuzione di rilievi di dettaglio, la produzione di analisi di tipo ambientale.
Il cantiere vedrà l’occupazione diretta di circa 80 persone e almeno un centinaio nell’indotto, per lo più provenienti dalla nostra Regione.
Per quanto riguarda invece il terminal portuale che vedrà la luce alla fine dei lavori, la piattaforma sarà idonea a traffici multi-purpose (merci varie), da svilupparsi a cura del terminalista Parisi.
Considerate le caratteristiche dell’impianto – dice l’Authority – ed in particolare la lunghezza delle banchine ed il pescaggio, se ne prevede l’utilizzo in modo prevalente da parte di navi in servizio infra-Mediterraneo con origine e destinazione Mediterraneo Orientale, Nord Africa e Mar Nero.
Considerando la localizzazione dei mercati contendibili sul lato terra e quanto sviluppato negli ultimi anni nel porto di Trieste, si prevede un prevalente utilizzo della modalità di trasporto ferroviaria (intermodale e non) per l’arrivo e la partenza delle merci.
In quest’ottica appare di particolare rilievo la partecipazione al raggruppamento temporaneo di imprese dell’Interporto di Bologna: l’idea sottostante è allineata alla nuova visione della UE che vede le infrastrutture portuali in una ottica di “corridoio”.
A regime il terminal impiegherà circa 35-40 unità, con previsione di ulteriore occupazione indotta di circa 20 unità per la copertura di picchi nonché dei segmenti di ciclo di attività.
Il presidente Marina Monassi ha espresso grande soddisfazione per questo importante risultato finalmente raggiunto a conclusione di un ciclo. La stessa presidente ha inoltre sottolineato come di questo intervento beneficerà non solo il porto ma l’intera città di Trieste nonché l’indotto regionale, con l’auspicio che anche l’iter avviato in questi quattro anni relativamente alle altre grandi opere dello scalo giuliano giunga a positiva conclusione.
La realizzazione della Piattaforma logistica si colloca tra le maggiori opere di infrastrutturazione portuale del porto di Trieste degli ultimi decenni. L’unico precedente storico di dimensioni e costi paragonabile è rappresentato, infatti, dalla costruzione del molo VII nel 1972, la cui struttura di pali e piastre richiama l’impostazione della Piattaforma stessa.
Opere portuali significative ma di minore impatto sono state rappresentate dall’edificazione del Terminale Petrolifero dell’Oleodotto Transalpino inaugurato nel 1967 e dall’edificazione dell’Adriaterminal costruito alla fine degli anni ‘90 del secolo scorso, ma per trovare termini di paragone più adeguati occorrerebbe risalire alla realizzazione del Porto Nuovo iniziata alla fine del ‘800 da parte dell’Impero Austroungarico.

Pubblicato il
26 Novembre 2014

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