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Ravenna, lo stop

L’appassionato e amaro resoconto del presidente dell’Autorità portuale sulle ultime vicende

Galliano Di Marco

RAVENNA – “Sempre – e dunque anche dopo l’approvazione del Piano Operativo Triennale 2015-2017 avvenuta l’11 marzo scorso in Comitato Portuale con un solo voto contrario e nessuna astensione – l’Autorità Portuale di Ravenna ha fornito puntuale informazione sia a livello ministeriale che a livello locale su talune criticità emerse nello sviluppo del Progetto “Hub portuale di Ravenna” (sequestro delle casse di colmata ai primi di aprile nonché profili problematici in ordine a previsioni di strumenti pianificatori locali) in ragione delle quali è ben presto apparsa necessaria una sua Rimodulazione”. Così apre l’appassionato intervento di Galliano Di Marco sulle vicende. Che così segue.
[hidepost]“Come è sempre stato fatto, anche negli ultimi mesi, Comune e Provincia sono state coinvolte nel processo di elaborazione di ipotesi di soluzioni alternative, ricevendo anche doverosa informazione sui confronti e sulle verifiche tecniche effettuate presso i competenti ministeri e sulle azioni cui dare corso per garantire l’attuazione del c.d. “Progettone” e per assicurare alla Comunità ravennate di non perdere questa grande opportunità di sviluppo del Porto e dell’occupazione.
“In questa direzione si colloca pure l’approvazione – continua Di Marco – da parte del Comitato Portuale nella seduta del 21 settembre 2015 del progetto di “Adeguamento Tecnico Funzionale” con previsione di due casse sommerse in avamporto.
“L’Adeguamento Tecnico Funzionale (A.T.F.) non è un progetto ma uno strumento pianificatorio, finalizzato a localizzare degli interventi, ed è stato oggetto di esame (nelle sedute dell’11.09.2015 e del 18.09.2015) da parte di apposita Conferenza di Servizi – indetta dall’Autorità Portuale ai sensi dell’art.8 della Legge 84/1994 – cui hanno partecipato Regione Emilia Romagna, Capitaneria di Porto, Comune di Ravenna e Provincia di Ravenna e che si è conclusa positivamente (a tale riguardo il Comune di Ravenna si è espresso, per quanto di competenza, “non ravvisando elementi di contrasto con la pianificazione urbanistica comunale ove il conferimento dei materiali di dragaggio non si configuri come deposito/riempimento con materiali classificati come rifiuti” e la Regione Emilia Romagna ha precisato che “l’applicabilità dell’art. 5 bis, comma 8, della L. 28.12.1994, n. 84 e s.m.i. è indubbia”). E’ stato quindi presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il parere di competenza con istruttoria attualmente in corso.
“Se l’A.T.F. verrà approvato – sottolinea Di Marco – dovrà essere redatto il progetto delle vasche ed in quella sede dovranno essere valutate in maniera approfondita le eventuali criticità (ambientali, geotecniche, meteomarine). Come rappresentato in sede di Comitato Portuale, il progetto redatto dovrà poi essere sottoposto a procedura di compatibilità ambientale presso il ministero dell’Ambiente (V.I.A. nazionale) e quella sarà la sede per esaminare gli aspetti di compatibilità ambientale e marittima ed avanzare tutte le osservazioni ritenute significative da parte dei cittadini, associazioni, enti, comitati interessati.
“Nella stessa ottica si colloca la trasmissione formale (il 6 ottobre) a Regione, Comune, Provincia e Provveditorato alle Opere Pubbliche delle ipotesi di Rimodulazione del Progetto Hub e delle relative planimetrie (ulteriore documentazione è stata fornita formalmente il 15 ottobre).
“Il 16 ottobre si è tenuto – alla presenza di tutte le Istituzioni locali – un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti Donini nel corso del quale ho assunto l’impegno – specifica Di Marco – a non sottoporre a formale deliberazione del Comitato Portuale previsto per il 21 u.s. le ipotesi di rimodulazione del Progetto Hub proprio al fine di consentire ogni ulteriore approfondimento su di una progettualità indubbiamente complessa, parte della più grande opera pubblica mai realizzata non solo dall’Autorità Portuale di Ravenna ma in tutto il territorio ravennate.
“Il 21 ottobre scorso, in Comitato Portuale, sono state illustrate le due possibili ipotesi di Rimodulazione del Progetto “Hub” aprendo una discussione, durata oltre due ore per coloro che sono rimasti fino al termine del Comitato, finalizzata ad acquisire ogni elemento utile nella consapevolezza che, come detto, non sarebbe comunque stata assunta alcuna formale decisione in quella sede.
“Ora, alla luce di quanto emerso nelle ultime ore dalla stampa – continua con amarezza Di Marco – pur continuando a voler lavorare nell’esclusivo interesse del porto di Ravenna e del suo sviluppo economico, sociale ed ambientale, sul fronte della Rimodulazione fermo le macchine in attesa degli esiti della necessaria concertazione con le Istituzioni e della quale il sindaco, in veste di loro rappresentante, informerà poi i cittadini.
“Sono e rimango a disposizione delle Istituzioni, delle varie Associazioni e dei Comitati civici – conclude il presidente dell’A.P. – per chiarire ed illustrare ogni profilo delle soluzioni vagliate in questi mesi con il prezioso contributo delle strutture ministeriali competenti (ministero dell’Ambiente, ministero delle Infrastrutture, DIPE, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e Provveditorato) nel corso di numerosi e costruttivi incontri, dei quali mai nessuna istituzione locale è stata tenuta all’oscuro. Fino alla fine del mio mandato, il mio impegno continuerà ad essere massimo per consentire al porto di mantenere ed implementare il ruolo strategico che gli compete”.

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Pubblicato il
31 Ottobre 2015

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