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Al Salone Nautico di Genova l’export tira, i piccoli faticano

GENOVA – Si lecca le ferite dopo la tragedia del ponte Morandi il Salone nautico, inaugurato giovedì scorso con gran rullar di tamburi su una ripresa del comparto. E in realtà, a consuntivo, il 58° Salone Nautico è andato bene, se non benissimo come negli anni novanta. Lo testimonia la cifra degli espositori che sono stati in totale 951 e la presenza delle eccellenze italiane, specie in darsena, dove peraltro imperavano le bandiere di comodo. Le sofferenze sono in particolare dei piccoli e dei piccolissimi, che risentono della crisi generale e del clima di preoccupazione dei tradizionali utenti dei fuoribordo senza patente, delle lancette e dei gommoncini. Ciò nonostante i visitatori sono stati tanti, specie nel week-end: sognare, a Genova, alla fin dei conti costa poco.

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La cerimonia inaugurale, giovedì scorso, si è aperta con l’alzabandiera a cura del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera cui quest’anno si è unito l’emozionante saluto della fregata lanciamissili Virginio Fasan (F 591) della Marina Militare Italiana.

Sono seguiti gli interventi delle autorità cittadine. Marco Bucci, sindaco di Genova, ha dichiarato commosso: “Oggi Genova dimostra con questo Salone Nautico qual è la strada della ripresa da percorrere. Il Nautico si può fare solo a Genova. Si  tratta della manifestazione nautica più bella di tutta Europa che compete con i Saloni di tutto il mondo”.

L’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha salutato il Salone Nautico e la città di Genova ricordando che “Chi ama il mare non è mai solo. I Genovesi devono sapere che tutto il Paese è con loro”.

Pierpaolo Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale ha tracciato gli obiettivi di rilancio del waterfront genovese ricordando il ruolo centrale del Salone Nautico e la volontà di supportare il progetto di un polo integrato nella nuova Darsena.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel convegno che è seguito, ha subito voluto confermare il supporto del Governo dichiarando che “Ad ottobre il Consiglio dei Ministri renderà operativo il Registro Telematico. Il  nostro obiettivo – ha continuato il ministro – è quello di semplificare e rendere certe le regole per valorizzare le straordinarie competenze di un settore di eccellenza come quello della nautica da diporto in Italia”. Carla Demaria, presidente di Ucina, ha subito ringraziato.

Alle parole della presidente di UCINA si sono unite quelle inviate tramite video messaggio dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Genova riveste un ruolo strategico nell’universo Paese. Sarà uno dei Saloni Nautici più belli mai realizzati. Una sfida affinché bellezza, eccellenza e tecnologia trovino la loro vetrina migliore”.

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Durante il convegno Boating Economic Forecast, davanti a un’ampia platea di autorità, giornalisti e addetti ai lavori, il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi ha commentato i dati di mercato 2017 contenuti nella pubblicazione, molto positivi per l’industria italiana della nautica, analizzando altresì le prospettive future del settore. “Un comparto che prosegue un trend positivo”, come già anticipato dalla presidente di UCINA, Carla Demaria – ha detto – “ma che deve rimanere sempre attento ad anticipare i repentini mutamenti tipici di un mercato ormai globale”.

Il dato più significativo riguarda il fatturato globale del settore nel 2017 pari a 3,88 miliardi di euro, con un 12,8% in più rispetto al 2016 (fatturato calcolato esclusivamente sulle attività attinenti alla produzione nautica delle aziende). Aumenta anche il numero degli addetti diretti (un totale di 19.600, +6,1% sul 2016), così come il contributo della nautica al PIL (1,87‰, il 13,4% in più rispetto all’anno precedente). Cresce, infine, a conferma di un trend positivo per tutto il settore, anche il mercato interno dell’intera industria nautica, con un 16,1% in più, per un totale di 1,34 miliardi di euro, con un aumento specifico del 29,2% per il mercato interno della produzione italiana della cantieristica da diporto.

Positivi, sulla scia degli anni scorsi, anche i dati sulle esportazioni, settore che ha permesso all’industria nautica nazionale di reagire alla crisi degli scorsi anni grazie all’eccellenza della produzione italiana, riconosciuta in tutto il mondo, che confermano il nostro Paese leader internazionale nella produzione di Superyacht (barche sopra i 24 metri); l’exploit dell’export di quest’ultimo segmento è particolarmente significativo, avendo registrato una crescita dell’83,4% fra il 2010 e il 2017.

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Pubblicato il
26 Settembre 2018

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