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Assologistica no alle tasse sulle concessioni

MILANO – Sta diventando un incredibile tiro a segno dove le nuove tasse si annunciano e vengono impallinate. Adesso tocca alle concessioni. “Dopo aver scongiurato l’istituzione di un contributo sui contenitori sbarcati e imbarcati nei nostri porti arriva un nuovo emendamento dagli effetti deleteri per la competitività dei nostri porti, con effetti palesemente negativi per la nostra economia tutta e in particolare per l’operatività logistica del nostro Paese”. Così si esprime il presidente di Assologistica, Andrea Gentile, unendosi al coro di chi si sta contrapponendo con forza all’emendamento del Governo che dispone all’art.91 del DDL Bilancio l’aumento dal 24% al 27% dell’addizionale IRES sui redditi derivanti dallo svolgimento di attività in concessione e tra le quali anche le imprese autorizzate e concessionarie portuali che operano nei porti.

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Quanto sta accadendo non può esimerci dal riflettere su quanta poca lungimiranza vi sia nel proporre certe “correzioni parlamentari”, senza valutare attentamente le conseguenze pesantemente reali/oggettive di tali “modificazioni di legge”.

È vero che l’emendamento – se approvato – consentirebbe un extra-gettito destinato al miglioramento della rete infrastrutturale e dei trasporti. “Un intento nobile, senza dubbio – commenta il presidente Gentile – ma dalle conseguenze pericolose a livello di macro-economia. Può sembrare puerile ribadirlo, ma forse conviene farlo, ricordando ai nostri rappresentanti politici che un bene minore non può e non deve essere a detrimento di un bene maggiore”.

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Pubblicato il
11 Dicembre 2019

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