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Stop eventi e congressi l’economia va in stallo

MILANO – Calma e sangue freddo: facile a dirsi, anche rifacendosi al celebre “L’amore al tempo del colera” di Garcia Marquez. Il fatto è che una cosa è leggere un buon libro, un’altra è trovarsi proiettati nel mezzo di una pandemia, e del clima schizofrenico del Paese. Bisogna credere ai dati che ci vengono lanciati come pietre ogni giorno o ricordarci che ci sono e ci sono state epidemie ben più gravi passate quasi sotto silenzio?

I fatti: l’epidemia di coronavirus sta crescendo: a oggi i casi accertati nel mondo sarebbero più di 71.000 e in Italia 230, secondo gli ultimi aggiornamenti. Poco consola, nell’isteria generale, che i morti siano meno di quelli degli incidenti stradali. La paura oggi non si combatte con la ragione.

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Una cosa è certa: l’epidemia sta impattando sulla meeting industry globale causando la cancellazione o lo slittamento di eventi e congressi, di fiere e di incontri. Lo registriamo anche in queste nostre pagine. E se rimane un certo ottimismo per il futuro – molti convegni sono rinviati a fine primavera, nella speranza che l’epidemia si vada risolvendo con l’inverno – ansia e allerta per le ripercussioni anche all’interno del settore Banqueting&Catering. Lo testimoniano le Borse, tutte in caduta libera. E le notizie che vengono dalla Cina non sono certo valide per darci serenità anche sul piano della logistica. In Cina si sono fermati anche i cantieri navali, con gli ordini di numerosi armatori europei. Che succederà quando e se il lavoro riprenderà?

Per rimanere in Italia, nella sola Lombardia il settore del Banqueting&Catering sta ricevendo disdette a rotazione. La Settimana della Moda, evento di ampio respiro durante la bassa stagione, ha registrato annullamenti deludendo le aspettative e gli investimenti delle aziende coinvolte. Estrema è l’apprensione nei riguardi delle misure intraprese di un’altra importante manifestazione come il Salone del Mobile, che dal 21 al 26 aprile, dovrebbe portare in fiera a Milano più di 2.200 espositori e 600 giovani designer under 35, per un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro.

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Pubblicato il
29 Febbraio 2020

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