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Sul charter conduttori e proposte

ROMA – Tra i tanti – indubbiamente troppi – problemi che chi opera in campo nautico in Italia si trova ad affrontare, c’è anche quello dei titoli professionali per le attività commerciali del charter e del noleggio.

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Ne abbiamo parlato anche di recente a margine del convegno specifico dell’Atena al Lem di Livorno. Se n’è riparlato anche a margine dell’assemblea Ucina di due giorni fa a Palazzo Giustiniani. Con un elemento di concreto interesse: una proposta presentata da Assocharter (Assonautica) alla speciale commissione diporto presieduta dal direttore generale della navigazione al ministero dei Trasporti, Enrico Pujia, che sembra essere tra quelle che funzionano o almeno tentano di funzionare.

Il testo della proposta è articolato in una ventina di articoli, si intitola “Ruolo del conduttore di imbarcazioni da diporto abilitate al noleggio nel Mediterraneo e nelle acque interne” e definisce nel suo primo articolo il conduttore stesso come “libero professionista del mare” che come tale presta la sua opera intellettuale e manuale in forma autonoma o alle dipendenze di un armatore o di una società armatrice, stabilendo con essi un rapporto professionale autonomo”.

La proposta definisce anche quali sono i requisiti professionali per l’iscrizione al ruolo dei conduttori, gli standard professionali e la disciplina di riferimento. L’iscrizione alla “gente di mare” è determinante, e così la frequenza a corsi di formazione che sono tuttavia calibrati su quelli della disciplina inglese e francese e assai meno lunghi di quanto impone l’attuale farraginosa normativa italiana. L’elaborato di Assocharter – che è dovuto all’impegno e alla competenza del suo presidente ingegner Fabrizio Zonca – comprende anche tabelle dei compensi e facsimili degli attestati. Per approfondimenti e ulteriori informazioni Zonca può essere contattato all’indirizzo e-mail: fazonca@tin.it.

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Pubblicato il
4 Dicembre 2010

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