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Quadrante Europa al top

VERONA – Sulla base dei dati forniti da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) è stata elaborata dal Gruppo FS Italiane la classifica dei primi dieci interporti italiani, nella quale spicca l’interporto di Verona Quadrante Europa, principale scalo merci italiano anche grazie alla sua posizione privilegiata di crocevia fra 2 corridoi logistici europei: quello Mediterraneo e quello Scandinavo-Mediterraneo. Esso rappresenta – sottolinea il rapporto – un punto di incontro ideale per il trasporto merci stradale, ferroviario ed aereo, nazionale ed internazionale. In particolare vi fanno capo i traffici merci internazionali provenienti o diretti al Centro-Nord Europa attraverso il Brennero, i traffici da e per la Francia e la Spagna e per i Paesi dell’Est europeo.

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Sono i “Terminali Italia” e “Quadrante Servizi – Consorzio ZAI” a gestire tutto il nodo di Verona, attualmente in corso di ridefinizione e in fase di progettazione per l’ingresso dell’AV nella tratta Brescia-Verona-Vicenza; nel cui impianto seguirà l’adeguamento infrastrutturale con moduli di 750 metri. Questo permetterà il transito e la ricezione di treni di pari lunghezza provenienti del Tunnel di Base del Brennero.

Il presidente dell’interporto di Verona e di UIR (Unione Interporti Italiani) Matteo Gasparato ha commentato recentemente così su Il Sole-24Ore: “Oltre ad essere orgoglioso, in quanto presidente del Consorzio ZAI, del primato dell’interporto di Verona, che è anche il secondo in Europa dopo Brema, mi piace evidenziare che i tre interporti, che sono tra i primi cinque terminal italiani per traffico ferroviario, rappresentano la punta di un iceberg costituito dal network dei 24 interporti italiani, riuniti nell’associazione UIR”.

Tornando al primato di Verona, la strategia del Quadrante Europa è quella di aspirare a diventare il gateway dei porti italiani, raccogliendo merci da quest’ultimi e distribuendola in tutta Europa e viceversa. Tutto ciò puntando sull’idea che un interporto non può ragionare come infrastruttura a sé stante ma insieme al sistema dei trasporti locale e nazionale, ai porti e alla rete ferroviaria: la sinergia e l’integrazione fra porti e interporti può essere elemento di sviluppo futuro per tutti, portando i porti italiani a servire mercati sino ad oggi mai approcciati e inserendo gli interporti in catene logistico – intermodali globali, che sino ad oggi non li avevano minimamente coinvolti. Il tutto, via ferrovia, in un’ottica di sempre maggiore sostenibilità del trasporto”.

I dati 2019 parlano da sé: dal Verona Quadrante Europa sono transitate circa 28 milioni di tonnellate di merci, di cui 8 via treno, la maggior parte dei quali intermodali. Sono stati lavorati circa 16.000 mila treni (per la precisione, 15.950) con una media di 54 treni/giorno, sviluppando un traffico tale da renderlo il primo interporto italiano. Il tutto grazie alle differenti modalità di trasporto (su ferro, su gomma, aerea), alla concentrazione dei flussi di traffico. Inoltre, fornisce: 1) l’accesso ai corridoi del trasporto europeo; 2) essendo completamente cablato con una rete telematica, agli operatori servizi di trasmissione dati, fonia, immagini e l’accesso a banche dati internazionali; 3) servizi logistici di qualità.

Stefano Benenati

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Pubblicato il
14 Novembre 2020

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