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Assoporti alla resa dei conti o scissione o via Nerli & C.

Cresce il numero dei porti che chiede un rinnovamento dei vertici – In pole position per la successione Marina Monassi di Trieste e Tommaso Affinita di Ram

Marina Monassi

ROMA – La rivolta è in atto, tutto dipenderà da due fattori: la durata del governo Berlusconi, con i ministri Matteoli e Tremonti che non vogliono rapporti con l’attuale presidente di Assoporti Francesco Nerli; e specialmente la capacità dei “ribelli” di assemblare al più presto intorno a se il più possibile dei presidenti dei porti aggi nell’associazione.

Il momento della verità per Nerli potrebbe venire già entro una decina di giorni, in un incontro in Sicilia – già programmato, anche se non ufficializzato – con il quale i presidenti di Authority che già hanno chiesto a Nerli (e al suo staff: prima di tutto il segretario-padrone Ferrandino) di farsi da parte, cercheranno di schierare dalla propria parte più colleghi possibili. La Sicilia sarebbe in ebollizione, Olbia e Cagliari disponibili; e naturalmente i firmatari della “scomunica” di Nerli di cui abbiamo scritto nel numero scorso.

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Tra questi, il presidente di Napoli Luciano Dassatti – amareggiato anche, a quel che si dice, di interferenze più o meno comprovate di Nerli nel suo porto, Dassatti si sarebbe già autosospeso da Assoporti in attesa degli eventi.

Qualcuno già fa i nomi dei “candidabili” alla successione di Nerli: in pole position Marina Monassi, dinamica (e ben vista dal governo) neo-presidente di Trieste, l’unica ad oggi che abbia avuto il coraggio di andarsene dall’associazione sbattendo la porta. Si fanno anche i nomi di Tommaso Affinita, attuale amministratore delegato di RAM (ma bisogna capire se la cosa lo interessi) e di Giuseppe Guacci, potente segretario generale di Civitavecchia, già ai vertici di altre Authority del sud. Tutte indiscrezioni, ovviamente. Ma che ormai circolano tra gli addetti come vere e proprie scelte. Come quella che se non riuscisse la manovra di far dimettere Francesco Nerli, si potrebbe arrivare a una vera e propria scissione, con la nascita di una seconda Assoporti, vicina al governo ed ovviamente subito benedetta (e relazionata) da quest’ultimo.

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Pubblicato il
4 Maggio 2011

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