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Al Rotary Mascagni due mani per il cuore

Nella foto: (da sinistra) Aldo Magini, Marta Cavallini e Alberto Genovesi.

LIVORNO – L’attacco cardiaco, improvviso e fulminante, è causa di circa 40 mila morti all’anno solo in Italia. E può capitare a tutti, giovani e non: in casa, durante un’attività sportiva, in barca, tra i marittimi. Eppure basterebbe un semplice massaggio cardiaco per salvare buona parte di queste vite. A patto di saperlo fare: cosa che s’impara in meno di mezz’ora, sotto una semplice guida.

Nella consueta riunione del Rotary Club Mascagni Livorno allo Yacht Club, la presidente notaio Marta Cavallini ha presentato i medici cardiologi Alberto Genovesi e Aldo Magini che hanno illustrato il progetto “Due mani sul cuore”. L’obiettivo è semplice: insegnare a più persone possibili il fondamentale metodo del massaggio cardiaco.

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E’ stato riferito che un arresto cardiaco provoca, se non si interviene entro 10 minuti con il massaggio o un defibrillatore, lesioni permanenti al cervello e quindi la morte. Salvare una vita è dunque questione di minuti e di un minimo di conoscenza di come applicare il massaggio. Proprio per questo gli “Amici del cuore” hanno avviato una campagna mirata che punta ad “addestrare” al massaggio il 5% della popolazione; a Livorno cominciando dalle scuole medie superiori  “Cecioni” e “Palli”, dove sono stati consegnati a 350 studenti ogni anno altrettanti kit di perfezionamento della tecnica. Ogni kit è composto da un manichino a mezzo busto (ha anche un simpatico nome: “Mini Anne”) che viene gonfiato e sul quale si pratica la corretta respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco, monitorati da appositi sensori. La campagna sta dando buoni risultati, i ragazzi a loro volta s’impegnano a insegnare, con “Mini Anne”, anche ad amici, genitori, parenti. L’obiettivo è avere in 5 anni almeno sei o settemila livornesi che sappiano come intervenire all’istante in aiuto a chi venisse colpito da arresto cardiaco.

In parallelo, gli “Amici del cuore” stanno spingendo perché siano diffusi i defibrillatori semi-automatici. Ce ne sono già in alcune farmacie, nei circoli sportivi più sensibilizzati (al Tennis e all’Assonautica) nei campi scuola: sono semplici da usare, e spesso determinanti per rimettere in funzione un cuore che s’è bloccato. I rotariani del Club Mascagni Livorno hanno tutti accettato di dare un contributo: si sono messi le mani in tasca, in attesa di imparare a metterle sul cuore di chi ne avesse bisogno. Ed altrettanto importante, a livello nazionale, è diffondere la presenza dei defibrillatori semi-automatici sui porti, nelle stazioni marittime, anche sulle navi (specie i traghetti passeggeri). Perché se una vita non ha prezzo, quel piccolo investimento può valere davvero cento e più vite.

A.F.

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Pubblicato il
30 Novembre 2011

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