Concordia il rebus continua
ISOLA DEL GIGLIO – Ha esordito con un’ovvietà, il neo-ministro dell’Ambiente Andrea Orlando in visita al relitto della Concordia: “Lo scafo dovrà lasciare il Giglio prima possibile”.
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Recupero della “Concordia” una piccola base a Piombino
Arrivano elementi di carpenteria e macchinari per Micoperi, ma per ora è un traffico modesto – A Costa la scelta del luogo di demolizione
PIOMBINO – La macchina operativa per il recupero del relitto della “Costa Concordia” per il momento rende poco alla Toscana portuale. Con eccezione di Piombino, dove si attesta il flusso dei materiali – in particolare carpenteria e macchinari – utilizzati da Micoperi e Titan per predisporre il gigantesco sistema di gru e tiranti per raddrizzare il grande scafo.
“Concordia” tutti i dubbi sul relitto
Timori sulla tenuta della “platea” di roccia sotto il relitto, sulla integrità dello scafo e sul suo eventuale tragitto verso la demolizione – Nessun “piano B” ad oggi è stato presentato
ISOLA DEL GIGLIO – Quasi clandestinamente, ma con la partecipazione di tecnici, esperti e uomini delle Capitanerie, il ministero dell’Ambiente ha affrontato nei giorni scorsi un’analisi “realistica” delle operazioni in corso che dovrebbero riportare a galla il relitto della Costa Concordia.
L’ottimismo di facciata che sembra accompagnare i primi interventi, non è condiviso – è questo il risultato degli incontri – dai tecnici e dagli stessi ambienti ministeriali. A parte i primi modesti incidenti in corso d’opera – il rovesciamento di una chiatta della Micoperi, alcuni cedimenti della piattaforma rocciosa che trattiene il relitto – uno dei punti più preoccupanti emersi dagli incontri è la mancanza di un “piano B” da parte dei vincitori della gara, il team Titan-Micoperi-Fincantieri.
Sul relitto, vertici e problemi
Oggi in Regione Toscana il confronto con Micoperi – A Livorno si valutano le soglie di accesso al porto e al bacino

LIVORNO – Ci sarà oggi in Regione Toscana un vertice indetto dal presidente Rossi per entrare nei dettagli tecnici delle offerte per la gestione tutta locale del relitto della Costa Concordia. Parteciperanno le istituzioni della fascia costiera, i rappresentanti delle imprese di carpenteria metallica e di costruzioni navali e i tecnici della Micoperi anche in rappresentanza di Titan: ovvero della joint-venture che ha vinto la gara per rimettere a galla e trasferire il relitto del Giglio.
In precedenza, mercoledì scorso, c’era stato un altro incontro tecnico nel Comune di Livorno con il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà, l’assessore comunale Enzo Picchi per il sindaco, il segretario generale della Port Authority Massimo Provinciali, il presidente della Confindustria locale Gemignani e inoltre esponenti di Cna e dei sindacati.
Un bacino e un business
LIVORNO – Ovviamente i livornesi ci sono rimasti male. E non solo l’impresa Neri, che per blasone, esperienza e capacità dimostrate sul campo, era quasi sicura di avere il contratto con Smit (qualcuno dice che era stato tentato di imbarcare nella cordata anche l’altra olandese di primissimo piano, la Mamoet, ma è stato impossibile proprio perché tra Smit e Mamoet non si parlano malgrado siano entrambe olandesi): ma anche e specialmente tutta la pletora di aziende che operano nel porto, sulle quali la ricaduta di una pioggia di lavori da almeno 200/250 milioni di euro sarebbe stata, di questi tempi, una manna.























