Visita il sito web
Tempo per la lettura: < 1 minuto

In fuga dalla bandiera italiana?

ROMA –  Più timori che speranze, più allarme che condivisione. Paolo d’Amico ha ricordato in assemblea – e l’ha subito inserito nel calendario del suo prossimo incontro con le massime sfere di governo – che c’è un elemento urgente e irrinunciabile perché la flotta italiana non fugga sotto altre bandiere.

“La finanziaria 2010 non ha dedicato le risorse consuete al mare, sottovalutando il Registro Internazionale – ha citato d’Amico – con uno stanziamento fermo a 75 milioni mentre per la fiscalizzazione degli oneri sociali occorrono dai 250 ai 300 milioni almeno”. Se le cose dovessero rimanere così quella splendida invenzione – peraltro copiata – del Registro bis andrebbe rapidamente a morire, con la fuga delle bandiere nazionali. Ovvero: “Il Registro internazionale è elemento irrinunciabile – ha detto d’Amico – per avere una marina mercantile italiana che esca dai confini nazionali”.

Di nuovo l’accento sulle cifre: ancora nel 2009, con tutto il mondo in pesante recessione e con la stretta delle banche a non aiutare di certo, “la bandiera italiana è stata la prima d’Europa per investimenti in nove navi, con quasi un miliardo di euro”. Insomma: che lo Stato si muova in difesa dello shipping italiano, dicono gli armatori, ce lo siamo meritati in pieno, anche con le lacrime e il sangue. Noi abbiamo fatto la nostra parte: adesso il Paese dimostri, con il governo, di saper fare la propria. Altrimenti – è il senso – per molti sarà più facile andarsene sotto altre bandiere.

E molti di quei molti erano in sala, ad annuire ed applaudire. Magari con la morte nel cuore, ma nella consapevolezza che il momento è davvero cruciale e non basta a giustificare il disinteresse dello Stato con la solita scusa che la coperta è troppo corta per tutti.

A.F.


Pubblicato il
24 Marzo 2010

Potrebbe interessarti

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio