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Ultimatum dell’autotrasporto al governo promesse deluse, la crisi è solo un alibi

Le imprese non ce la fanno più e le proposte del ministero vengono considerate troppo sbilanciate sugli interessi di Confindustria – Al dicastero dei Trasporti cambiamenti in vista?

ROMA – Botta e risposta sull’autotrasporto e la sua crisi. Mentre Trasportounito ed Unatrans attaccano il governo, colpevole secondo loro di trascinare le richieste del settore senza prendere decisioni, il sottosegretario ai Trasporti con delega specifica al settore, Bartolomeo Giachino, sottolinea come “dopo 20 anni sia stato finalmente costituito un tavolo che ha messo di fronte gli autotrasportatori e la committenza” ed ha promesso che entro la fine del mese di aprile “ci saranno risultati concreti” per gli autotrasportatori stessi.

“Il nostro obiettivo – ha ribadito Giachino – è di favorire il confronto e l’accordo tra trasportatori e committenti (Confindustria e Confetra) in un settore strategico per la nostra economia, che viaggia l’85% sulla gomma”.

Da parte delle associazioni dell’autotrasporto si fa rilevare tuttavia che era stato stabilito chiaramente con il governo che i problemi dovessero essere risolti entro lo scorso dicembre. “Sono passati praticamente quattro mesi – sottolineano i portavoce dell’autotrasporto – e siamo al punto di sempre”.

Di più: le bozze normative presentate dal ministero dei Trasporti vengono giudicate del tutto ininfluenti per la soluzione dei problemi, perché fortemente influenzate dalle pressioni dei committenti. Sta di fatto che anche la manifestazione indetta domenica scorsa da Fita-Cna a Milano all’Holiday Inn di Assago non ha sbloccato la situazione.

Anche tra le associazioni dell’autotrasporto, peraltro, non tutto fila liscio. L’impegno ulteriore del governo di presentare entro il 31 marzo scorso una proposta “definitiva” è stato disatteso perché alcune organizzazioni autotrasportistiche hanno abbandonato il tavolo delle trattative, minacciando scioperi e blocchi stradali. Caustico il commento dello stand-by attuale da parte di Franco Pensiero, presidente di Trasportounito: “ Suona sempre di più come una presa in giro dei lavoratori – ha dichiarato – il reiterato appello al senso di responsabilità degli autotrasportatori per non arrecare danni all’economia nazionale”.

Un incontro forse definitivo è in programma al ministero dei Trasporti per la prossima settimana. Ma anche il ministero naviga in acque agitate. Corrono voci di un ulteriore scorporo all’interno del dicastero e di un “rimpastino” che potrebbe portare il ministro Matteoli ad altre responsabilità di governo; voci che certo non aiutano a programmare interventi che l’autotrasporto considera urgenti e definitivi.

A.F.

Pubblicato il
17 Aprile 2010

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