Si è spento a 64 anni Maurizio Longo, leader di Trasportounito
Protagonista di tante battaglia in difesa dei “forzati del volante”

Maurizo Longo, leader di Trasportounito
ROMA. Il mondo dell’autotrasporto è in lutto per la scomparsa di Maurizio Longo, leader di Trasportounito: si è spento a Roma dopo una lunga malattia, avrebbe compiuto 64 anni fra poche settimane. Ne dà l’annuncio la sua organizzazione di categoria, segnalando che «il contachilometri di Maurizio Longo si è fermato oggi dopo che per anni una malattia gli aveva impedito anche solo la tranquillità di un parcheggio sicuro, proprio come quello che ogni giorno cercano in aree di sosta mai realizzate centinaia di “forzati del volante”».
Classe ’62, originario di Latina, negli anni giovanili era stato una promessa del calcio dilettantistico. Poi si era avvicinato al settore dell’autotrasporto fino ad arrivare alla guida di Fita-Cna, protagonista di battaglie sindacali memorabili. Compreso un fermo nazionale della categoria quando ancora era alla testa dell’organizzazione delle ditte artigiane. Poco meno di una ventina di anni fa, nel 2008,– insieme a Franco Pensiero, suo storico presidente e amico – aveva fondato Trasportounito: dal quartier generale del sindacato lo definiscono come una organizzazione di tutela che «avesse come unica regola quella di difendere una categoria, quella dell’autotrasporto, alla cui importanza strategica nell’economia produttiva del Paese non era mai corrisposto il riconoscimento del ruolo corrispondente».
A causa della lunga malattia, la sua è stata una «fatica crescente, con una voce sempre più flebile, ma con una volontà e una grinta immutate e anzi tonificate da anni di militanza attiva». Ma i problemi di salute – viene sottolineato – non hanno impedito a Maurizio Longo di essere «presente ai tavoli di confronto e in tutte le occasioni in cui discutere del futuro e, spesso anche in contrapposizione con altre organizzazioni del trasporto, dei problemi del settore».
Trasportounito ricorda che, sotto la guida di Longo, più volte è stato «denunciato lo strapotere contrattuale della committenza, a cui vantaggio si erano risolti negli anni gli interventi che avrebbero dovuto invece produrre un risanamento strutturale dell’autotrasporto». Una vita di lotte in difesa dell’autotrasporto, di fronte – è stato detto – a «miliardi buttati nel settore e mai arrivati alle aziende» mentre il ruolo determinante dell’autotrasporto è stato da troppi «interpretato attraverso una nuova forma di schiavismo sulle strade». Longo si è battuto – viene fatto rilevare dalla sua sigla sindacale – «a fianco delle aziende dell’autotrasporto in quel microcosmo di padroncini per i quali la sopravvivenza significava e significa “subire”».











