Passaggio di consegne a Fiumicino

Alla cerimonia presenti il ministro Matteoli e il sottosegretario Letta

Ferdinando Lolli

FIUMICINO – Gli oltre undicimila tra uomini e donne delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera – hanno da venerdì scorso un nuovo comandante in capo: l’ammiraglio ispettore capo Ferdinando Lolli. E’ subentrato all’ammiraglio ispettore capo Raimondo Pollastrini con una cerimonia di passaggio delle consegne che si è svolta, com’è ormai tradizione, presso la direzione marittima del Lazio in viale Traiano a Fiumicino. Hanno presenziato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il capo di stato maggiore della Marina Militare ammiraglio di squadra Bruno Branciforte.

Nelle brevi prelusioni che hanno accompagnato il passaggio delle consegne, autorità politiche e militari hanno sottolineato il ruolo sempre più importante che le Capitanerie – Guardia Costiera hanno assunto nel paese, sia per la salvaguardia della vita in mare, sia per la difesa dell’ambiente e il controllo e la regolamentazione della pesca. Anche per i molteplici compiti che gli sono stati affidati, la Guardia Costiera italiana è ormai il braccio operativo in mare e sulle coste di ben tre ministeri: i Trasporti, la Pesca e l’Ambiente.

Notevole impulso anche alla preparazione professionale del personale – dagli ufficiali ai sottufficiali fino all’ultimo volontario – è stato dato durante il comando dell’ammiraglio Pollastrini, che ha ben messo a frutto anche la sua profonda specializzazione giuridica per fare della gente delle Capitanerie un amalgama di operativi in terra e mare ma anche di conoscitori della giurisprudenza specifica nelle varie materie del proprio lavoro. Uno dei punti determinanti della “gestione” Pollastrini è stato certamente il rilievo dato al ruolo di “Angeli del Mare” degli equipaggi delle motovedette, dei gommoni e dei pattugliatori: amici dei naviganti, sia professionisti che diportisti, come del resto era stato l’indirizzo già dato a suo tempo dal precursore della trasformazione del Corpo, l’indimenticato comandante generale ammiraglio Giuseppe Francese. Di cui Pollastrini fu uno dei più stretti e stimati collaboratori.

L’ammiraglio Pollastrini, nell’augurare un proficuo periodo di comando al nuovo comandante generale ha ricordato che “da noi tutti la collettività intera ha ricevuto ogni giorno, nonostante una carenza di uomini e risorse sempre più pesante e grave, servizi e risultati di qualità e prestigio. Un dato per tutti: oltre 70.000 persone assistite e soccorse in mare in questi ultimi tre anni. Una cifra enorme se solo si pensi che, per la maggior parte di questi, e mi riferisco in particolare alle 45.000 persone che tentavano di approdare sulle nostre coste, la motovedetta della Guardia Costiera giunta in loro soccorso era anche l’ultima speranza di poter rivedere l’alba del giorno dopo”. Nel ringraziare il personale per l’impegno e la professionalità dimostrata frutto di una costante e aggiornata formazione, ha ricordato la conclusione dell’iter legislativo della legge di riordino del Corpo ”primo decisivo passo verso quel necessario, indispensabile consolidamento del ruolo oggi assolto dal Corpo”.

“Ricordo il periodo in cui giovanissimo mi assegnarono il comando di una prima unità navale”. Ha dichiarato l’ammiraglio Lolli, nuovo comandante generale “ Oggi provo la stessa emozione di allora, con quel mio primo timone in mano, ma cosciente del ruolo che sono chiamato a svolgere per condurre il bastimento sulla rotta più sicura.” L’ammiraglio ha posto poi l’accento su come negli ultimi venti anni le Capitanerie di porto si siano profondamente trasformate adottando in particolar modo strumenti tecnologici indispensabili per rispondere in modo appropriato a una realtà sempre più dinamica in cui l’elemento mare, patrimonio di tutti al di la dei confini, è sistema primario di trasporto e veicolo irrinunciabile di comunicazione tra civiltà. “La parentesi del mio comando sarà breve – ha concluso l’ammiraglio Lolli – ma credetemi, mi impegnerò con ogni sforzo per ricoprire con consapevolezza l’incarico assegnatomi nel solo superiore interesse del paese”.

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