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E dalla Uil qualche Ok ma pure siluri

LIVORNO – Due paginate piene di considerazioni, consigli, qualche apprezzamento ma anche parecchie critiche. Si può sintetizzare così il documento inviato dalla Uil-Trasporti (nelle sue varie diramazioni regionale, provinciale e sezionale: ne sono 4 i firmatari) a chiosare il Piano operativo triennale della Port Authority labronica.

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Della serie: proprio allo scadere dei tempi massimi o quasi, sono sempre di più i dubbiosi; a conferma della saggezza di Niccolò Machiavelli quando ne “Il principe” suggeriva di prendere le decisioni che possono essere contrastate non tirandola alle lunghe ma in un unico colpo. Pazienza, non tutti hanno metabolizzato Machiavelli.

Dunque la Uil. Che premette, con un filo di sarcasmo (involontario?): “Considerati i tempi di realizzazione della Darsena Europa prevedibilmente subordinati anche ai costi, è stato ritenuto inopportuno approfondirne le note progettuali mirando quindi a quanto di più concreta attuazione”. Dunque, sognate meno – sembra dire la Uil all’Authority – e andiamo al sodo.

Il sodo è, secondo la Uil, prima di tutto dragare i fondali; e c’è apprezzamento per il programma di resecare il Marzocco, purchè si vada ai fatti. C’è invece perplessità per il programma di “moltiplicare le banchine pubbliche” a scapito delle attuali concessioni, anche perchè è difficile prevedere che poi i privati ci investano sopra.

Bisogna anche puntare – ricorda la Uil – sulle crociere e relativi servizi e analogamente sui traghetti, con i relativi indotti. “Ricordando gli occupati diretti e dell’indotto della “Porto di Livorno 2000” meraviglia la scarsa attenzione della città e delle istituzioni locali e regionali – scrive la Uil – verso questo importante volano economico ed occupazionale, mentre Pisa e Firenze competono aspramente per potenziare i rispettivi aeroporti”. Per le crociere la carenza di banchine dedicate secondo la Uil è un danno e nemmeno il Pot offre adeguate opportunità. Da qui un passo sulla futura privatizzazione della “Porto 2000”: secondo la Uil “risulterebbe opportuna la partecipazione allargata agli enti locali insieme a Camera di Commercio e Port Authority per “controllare che interessi diversi non ne logorino le potenzialità” e non favoriscano uno sfruttamento privato parassitario”. Bene dunque a un eventuale partner privato che possieda “il know how specifico” per sviluppare le crociere, specie di testa. Un partner, sembra di capire, che dovrebbe semmai essere un armatore, ma non come viene ventilato da qualcuno da forze locali: per esempio la Cilp…

A.F.

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Pubblicato il
7 Luglio 2010
Ultima modifica
24 Settembre 2010 - ora: 10:29

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