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Flotte pubbliche tra pasticci e tribunali

ROMA – Impegnato (o distratto) dalla dura campagna elettorale appena conclusasi come tutti sapete, il Paese ha seguito poco, e certamente troppo poco, altre campagne in corso: in particolare quelle sulla privatizzazione di ciò che rimane della flotta pubblica italiana.

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La vicenda della Tirrenia, ma anche quella delle regionali, sembra la cartina di tornasole di un’Italia che nelle occasioni solenni parla tanto di shipping, di porti e di “continuità territoriale” con le isole, salvo poi lasciare che operazioni così delicate come la privatizzazione delle flotte pubbliche finiscano fatalmente nei tribunali amministrativi, dove a decidere alla fine sono solo e sempre i giudici. Il che la dice lunga sulla correttezza del sistema.

Per Tirrenia, com’è noto, la gara sembrava chiusa a favore dell’unico concorrente rimasto (Onorato, Grimaldi e Gnv), sia pure con tutti i “rumors” legati alle singolari rinunce di altri che fino a pochi mesi fa avevano promesso sfracelli pur di partecipare (Pascal Lota, per esempio). Adesso la faccenda è stata riaperta praticamente sul filo del traguardo, e se ne riparlerà domani, giovedì 19, forse anche con qualche sorpresa.

Per Toremar, la regionale toscana, il “pasticcio” creato dalla commissione è noto: prima l’assegnazione alla cordata di Salvatore Lauro, poi il ricorso di Moby e l’esclusione dalla gara del vincitore di prima battuta, Lauro & C., con il prevedibile e previsto (entro questa settimana) ricorso di quest’ultimo al Tar.

Per le altre regionali, siamo impelagati in varie soluzioni, non certo ideali. La Regione Sardegna ha deciso di fare cappotto e di prendersi la compagnia, la Sicilia sta facendo un tentativo più o meno analogo, eccetera. E la Commissione Europea minaccia ferrei controlli (e penali) se non saranno privatizzazioni vere. Insomma, ancora una volta un mare di distinguo e di soluzioni all’italiana sul nostro mare. Senza alcuna certezza che le cose possano risolversi in tempi stretti, con l’utenza disorientata e con i costi – malgrado le promesse – ballerini alla vigilia della stagione. Speriamo bene.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
18 Maggio 2011

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